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FAMIGLIA e SUCCESSIONI

diritti civili | 26 Febbraio 2016

Il Senato dà l’ok alla versione emendata del ddl Cirinnà

Giovedì 25 febbraio 2016, il Senato ha approvato un maxiemendamento sostitutivo del d.d.l. n. 2081 (c.d. d.d.l. Cirinnà), avente ad oggetto la regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze di fatto. Sul maxiemendamento, che ha avuto il via libera da Palazzo Madama, era stata posta la fiducia dal Governo. Il testo dovrà essere sottoposto al vaglio di Montecitorio.

Le novità del ddl in materia di unioni civili.... L’Assemblea di Palazzo Madama ha approvato, il 25 febbraio 2016, con 173 voti favorevoli e 71 contrari, un maxiemendamento sostitutivo del d.d.l. n. 2081, c.d. d.d.l. Cirinnà, recante disposizioni in materia di regolamentazione delle unioni civili tra persone del medesimo sesso e di disciplina delle convivenze di fatto.
Il provvedimento configura l’unione civile tra persone dello stesso sesso come una specifica formazione sociale, di cui agli artt. 2 e 3 della Costituzione, oltre a disciplinare le convivenze di fatto.
Il disegno di legge prevede che due persone del medesimo sesso possano costituire un’unione civile, attraverso una dichiarazione espressa di fronte all’ufficiale di stato civile, con la presenza di due testimoni.
La sussistenza del suddetto legame è attestata da un documento che certifica la costituzione dell’unione e riporta l’indicazione di tutti i dati anagrafici, del regime patrimoniale e della residenza delle parti.
I partners possono, in ossequio a quanto previsto dal provvedimento, decidere di assumere un cognome comune, scegliendolo tra i loro, e la costituzione del rapporto conferisce alle parti i medesimi diritti e doveri, oltre ad un obbligo reciproco di assistenza morale e materiale.
Il testo prevede che, in assenza di diverso accordo, il regime patrimoniale tra le parti sia quello della comunione dei beni; inoltre, il provvedimento precisa che, per assicurare una tutela effettiva dei partners e l’adempimento, da parte loro, degli obblighi di legge, le disposizioni che fanno riferimento al rapporto matrimoniale e contengono espressioni quali «coniuge», o altre equivalenti, devono trovare applicazione anche nelle ipotesi di unioni civili tra persone dello stesso sesso.
Lo scioglimento dei suddetti legami si concretizza con la proposizione di apposita domanda, che deve avere luogo decorsi tre mesi dalla manifestazione, anche disgiunta, di una volontà in tal senso, davanti all’ufficiale di stato civile.

…e convivenze di fatto. Il provvedimento definisce, poi, come convivenze di fatto, i rapporti tra persone maggiorenni, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e da obblighi di reciproca assistenza morale e materiale, che però non siano vincolate né dal matrimonio, né da un’unione civile.
Il testo attribuisce ai conviventi di fatto, i medesimi diritti che spettano al coniuge nelle ipotesi previste dall’ordinamento penitenziario, in materia di diritto di visita, di successione nel contratto di locazione, di abitazione della casa familiare, di risarcimento in caso di sinistro.
E’, inoltre, contemplato che i conviventi possano disciplinare i loro rapporti patrimoniali attraverso la sottoscrizione di un contratto di convivenza, redatto in forma scritta, con atto pubblico o scrittura privata, dal quale è possibile recedere unilateralmente oppure con accordo tra le parti.
Il testo dovrà essere sottoposto all’esame della Camera dei Deputati.