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FAMIGLIA e SUCCESSIONI

Successioni | 30 Gennaio 2015

Divisione ereditaria e porzioni diseguali: sì all’attribuzione in natura se il bene lo consente

di Davide Achille - Avvocato, Dottore di ricerca e Professore a contratto nell’Università di Siena

  Qualora alcuni dei condividenti vogliano mantenere la comunione con riferimento alle quote loro spettanti, ottenendo l’assegnazione congiunta di una quota pari alla somma delle loro singole quote, deve ritenersi sussistente, ai sensi dell’art. 729 c.c., un’ipotesi di porzioni diseguali, con conseguente impossibilità di procedere all’assegnazione delle quote mediante sorteggio e necessità, quindi, di disporre l’attribuzione delle stesse da parte del giudice. Infatti, l’alterazione dell’originaria uguaglianza delle quote ereditarie, dovuta alla richiesta di alcuni coeredi di attribuzione di una porzione corrispondente ad una quota pari alla somma delle singole quote loro spettanti, determina un inevitabile riflesso sulle modalità di attuazione della divisione e giustifica la mancata adozione del criterio di estrazione a sorte. La volontà di alcuni dei coeredi di rimanere in comunione tra loro e la richiesta dell’erede di conseguire lo stralcio della sua sola quota costituiscono, dunque, mere modalità di attuazione della divisione ex art. 720 c.c..

(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 1668/15; depositata il 29 gennaio)

  Scioglimento della comunione ereditaria e natura del bene. Con la pronuncia n. 1668, depositata il 29 gennaio 2015, la Corte di Cassazione interviene in tema di divisione nella comunione ereditaria, affermando interessanti principi riguardanti...

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