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Notizie a cura di La Stampa.it |
FAMIGLIA e SUCCESSIONI

Matrimonio gay | 10 Aprile 2014

Diversità di sesso superata? Il Tribunale di Grosseto ordina la trascrizione

L’Italia apre alle unioni gay: il Comune deve trascrivere nei registri di stato civile il matrimonio tra due uomini italiani celebrato con rito civile nel dicembre 2012 a New York, in quanto nel codice civile «non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie al matrimonio». 

(Tribunale di Grosseto, ordinanza 9 aprile 2014)

È quanto stabilito dal Tribunale di Grosseto nell’ordinanza del 9 aprile 2014.
Niente trascrizione. Due cittadini italiani, un architetto e un giornalista, contraggono matrimonio a New York nel dicembre 2012. Tornati nel nostro Paese, a fronte della richiesta di trascrizione dell’atto di matrimonio nei registri dello stato civile, si vedono opporre un netto rifiuto da parte dell’Ufficiale di Stato Civile del Comune di Grosseto, il quale argomenta la sua decisione sulla base del divieto, da parte della normativa italiana, di matrimonio tra persone dello stesso sesso, in quanto contrastante con l’ordine pubblico. I coniugi propongono ricorso ma, ancora una volta, vedono negate le loro ragioni dal pm, sul presupposto che l’ordinamento italiano non attribuisce effetti giuridici al matrimonio celebrato tra persone dello stesso sesso e, pertanto, la trascrizione di unioni omosessuali non è possibile.
La svolta. Ma il tribunale di Grosseto, in modo sconvolgente, cambia tutte le carte in tavola e ordina la trascrizione (anche se non di natura costitutiva ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per sé sulla base del principio “tempus regit actum”) nel registro di Stato civile perché non «è previsto nel nostro ordinamento, alcun ulteriore diverso impedimento derivante da disposizioni di legge alla trascrizione di un atto di matrimonio celebrato all’estero», non essendo esso contrario all’ordine pubblico. I Giudici toscani sono memori, infatti, di quanto stabilito dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo nella sent. n. 4148/12 (Corte Eur. Dir. Uomo Shalk c. Kopf), secondo la quale «il diritto al matrimonio riconosciuto dall’art. 12 CEDU ha acquisito un nuovo e più ampio contenuto, inclusivo anche del matrimonio contratto tra due persone dello stesso sesso». Non mancano di citare, inoltre, l’art. 65, l. n. 218/1995, per il quale «hanno effetto in Italia i provvedimenti stranieri relativi alla capacità delle persone nonché all'esistenza di rapporti di famiglia o di diritti della personalità quando essi sono stati pronunciati dall'autorità dello Stato la cui legge è richiamata dalle norme della presente legge o producano effetti all'ordinamento di quello Stato, anche se pronunciati da autorità di altro Stato, purché non siano contrari all'ordine pubblico e siano stati rispettati i diritti essenziali della difesa». Di conseguenza non vi è alcun ostacolo alla trascrizione dell’atto di matrimonio dei ricorrenti, anche considerando che «è incontestato che il matrimonio all’estero è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo della celebrazione».
Una prima volta che si è fatta attendere. Plaude alla decisione grossetana Franco Grillini, Presidente di Gaynet Italia, che parla di una prima volta tanto attesa, dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto. Una decisione ancor più rivoluzionaria se si tiene anche conto del fatto che sia la Corte Costituzionale che la Corte di Cassazione hanno in più occasioni invitato il Parlamento italiano a legiferare sul punto, essendo «radicalmente superato il requisito della differenza di sesso per contrarre matrimonio».
Uno "strappo" per la CEI. Molto meno entusiasmo, come da previsione, da parte della CEI che ribadisce il valore simbolico della famiglia come unione tra uomo e donna, bollando la decisione toscana come uno «strappo» e una «pericolosa fuga in avanti».