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Notizie a cura di La Stampa.it |
FAMIGLIA e SUCCESSIONI

successioni | 04 Settembre 2012

Petizione d’eredità: l’onere probatorio non coincide con quello richiesto dall’azione di rivendicazione

di Alessandro M. Basso - Avvocato

  In tema di successioni, e quindi di petizione d’eredità, l’erede deve fornire esclusivamente la prova della propria qualità rispetto al dante causa e dell’appartenenza del bene all’asse ereditario al tempo dell’apertura della successione: ciò onde dimostrare l’anteriorità, e quindi la legittimità, del titolo rispetto ad eventuali successive vicende traslative. E’, così, illegittima la sentenza con cui, accertata e dichiarata la qualità di erede del ricorrente e quindi qualificata (di fatto) la natura giuridica della relativa azione esperita, venga richiesto, per effetto di una diversa qualificazione della medesima azione processualmente proposta, il più stringente onere della prova previsto per un’altra azione.

(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 14732/12, depositata il 30 agosto)

  Il principio si argomenta dalla sentenza n. 14732/12, decisa il 18 luglio e depositata il 30 agosto. Contesa di un terreno. Un soggetto conveniva in giudizio, chiedendo l’accertamento della propria qualità di erede (e la restituzione...

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