POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
martedì 02 giugno 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
<p>
	CIVILE e PROCESSO</p>

immigrazione | 01 Aprile 2020

Non occorre la traduzione del decreto di espulsione se sussiste la prova che lo straniero comprende l’italiano

di La Redazione

L’omessa traduzione del decreto di espulsione nella lingua conosciuta dall’interessato o in quella veicolare, ai sensi dell’art. 13, comma 7, d.lgs. n. 286/1998, comporta la nullità del provvedimento di espulsione, salvo che vi sia la prova (anche presuntiva) del fatto che la lingua italiana sia conosciuta dal richiedente.  

(Corte di Cassazione, sez. I Civile, ordinanza n. 7614/20; depositata il 31 marzo)

Così la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 7614/20, depositata il 31 marzo.   La vicenda. Il Giudice di Pace di Sassari rigettava l’opposizione proposta da un cittadino straniero avvero il decreto d’espulsione...

Caro Lettore, per consultare questo documento è necessario essere abbonati. Abbonati subito e potrai accedere a tutti i contenuti del sito, se sei già registrato effettua il login.