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Notizie a cura di La Stampa.it |
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	CIVILE e PROCESSO</p>

immigrazione | 23 Gennaio 2020

L’autorità amministrativa e il giudice devono avere un ruolo attivo nell’istruzione delle domande di protezione internazionale

di Samantha Mendicino - Avvocato

Gli atti di vendetta e le ritorsioni minacciati da membri di una famiglia che si ritiene lesa nel proprio onore rientrano nel concetto di trattamenti inumani considerati dalla legge ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria: da qui il dovere del giudice di esercizio dei poteri-doveri di indagine officiosi e di acquisizione di informazioni aggiornate sul Paese di origine del richiedente, al fine di accertarne la situazione reale.

(Corte di Cassazione, sez. I Civile, ordinanza n. 1343/20; depositata il 22 gennaio)

Così la Corte di Cassazione, con sentenza n. 1343/20, depositata il 22 gennaio.   I fatti. Un cittadino pakistano adiva la competente Commissione territoriale chiedendo il riconoscimento della protezione internazionale e, in subordine,...

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