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Notizie a cura di La Stampa.it |
CIVILE e PROCESSO

immigrazione | 12 Aprile 2019

In fuga dagli “zii vampiri”: racconto assurdo e protezione negata

di La Redazione

Chiusa dalla Cassazione l’incredibile battaglia giudiziaria portata avanti da un cittadino gambiano che, approdato in Italia, ha chiesto il riconoscimento della protezione, spiegando di essere fuggito dal proprio Paese per paura di essere divorato dagli zii vampiri.

(Corte di Cassazione, sez. I Civile, ordinanza n. 10226/19; depositata l’11 aprile)

Il timore di essere aggredito da (presunti) vampiri – di famiglia, per giunta – non può essere sufficiente per ottenere accoglienza e protezione in Italia. Così i Giudici del Palazzaccio hanno chiuso la assai singolare querelle giudiziaria riguardante un uomo originario del Gambia (Cassazione, ordinanza n. 10226/19, sez. I Civile, depositata l’11 aprile).

 

Parenti. Protagonista dell’assurda vicenda è un cittadino del Gambia, che, una volta approdato in Italia, chiede «il riconoscimento della protezione internazionale», spiegando di «avere lasciato il Paese in seguito ad un conflitto insorto con gli zii paterni». A colpire sono i dettagli della storia da lui raccontata: i familiari «si presentavano nella sua stanza di notte per succhiargli il sangue», spiega, «così come avevano fatto con i suoi genitori causandone poco a poco la morte».
Per completare il quadro, infine, l’uomo aggiunge un ulteriore particolare: «il padre» prima di morire «gli ha rivelato che gli zii erano dei vampiri» e gli ha consigliato di fuggire dal Gambia. Ecco spiegata, quindi, la sua decisione di abbandonare la terra natia per raggiungere, nel dicembre del 2015, l’Italia.
La richiesta di protezione è connessa, ovviamente, proprio al timore dell’uomo di «essere divorato dai vampiri» parenti, una volta ritornato in patria.

 

Incubi. Immaginabile la risposta della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale: “no” secco alla richiesta presentata dallo straniero. “No” condiviso dai Giudici del Tribunale, i quali considerano il racconto da lui fatto «privo di un grado attendibile di credibilità intrinseca, anche a prescindere alla assoluta inverosimiglianza della natura vampiresca degli zii».
E identica posizione assume anche la Cassazione, che respinge definitivamente l’ipotesi di «protezione» in favore del cittadino gambiano.
Impossibile riconoscere anche solo una parvenza di verosimiglianza al racconto fatto dall’uomo, e ciò «anche con riferimento a un atteggiamento di prevaricazione o di sfruttamento assunto nei suoi riguardi dai parenti del padre deceduto». Non a caso, è proprio lo straniero ad escludere che «gli zii gli creassero, di giorno, problemi» o che «qualcosa capitasse al fratello più piccolo».
Assolutamente non credibile, poi, il riferimento alla «natura vampiresca degli zii». A questo proposito, i Giudici provano a trovare una spiegazione a un racconto assurdo: a loro parere si può ipotizzare che lo straniero soffra di incubi notturni, ma, aggiungono, «tale circostanza è del tutto irrilevante ai fini della protezione richiesta».