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Notizie a cura di La Stampa.it |
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	CIVILE e PROCESSO</p>

conciliazione | 03 Settembre 2015

Controversie consumatori: da oggi le conciliazioni avranno una procedura uniforme

Oggi 3 settembre 2015 entra in vigore il d.lgs. n.130/15 del 6 agosto relativo alla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, in attuazione della direttiva europea 2013/11.

Da oggi prende avvio il sistema ADR, acronimo per Alternative Dispute Resolution.
Procedura uniforme. In base al nuovo decreto, tutte le conciliazioni che al momento vengono espletate da diversi enti (Corecom, Autorità per l’energia elettrica e il gas, Agcom, Arbitro bancario e finanziario) in tema di controversie dei consumatori, da oggi avranno una procedura comune, sia per quanto riguarda la formazione e i requisiti dei conciliatori, sia relativamente alla richiesta di conciliazione che il consumatore deve presentare per avere accesso alla procedura.
Trasparenza e decongestione del contenzioso. Complessivamente positivo il parere del segretario dell’Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona, secondo cui si tratta di «una semplificazione necessaria e di un passo avanti nella direzione della trasparenza».
Invero, viene imposto agli organismi ADR di aggiornare regolarmente il sito web in modo da consentire alla parti un agevole accesso alle informazioni relative al funzionamento della procedura ADR, incluse le tariffe e gli effetti giuridici derivanti dall’esito della procedura, e tale da permettere ai consumatori di presentare la domanda e la documentazione necessaria in via telematica. Inoltre viene fatto obbligo agli organismi ADR di adottare i provvedimenti necessari ad assicurare che il trattamento dei dati personali sia rispettoso delle disposizioni di cui al d.lgs. n. 196/03 e successive modifiche.
Certamente, gli effetti sperati delle disposizioni previste nella normativa da oggi in vigore sono una riduzione dei lunghi tempi della giustizia (il decreto impone infatti che le procedure ADR debbano concludersi entro 90 giorni dal ricevimento del fascicolo della domanda, termine prorogabile fino a un massimo di 90 giorni in caso di controversie particolarmente complesse) e uno snellimento del contenzioso giudiziario, posto che in ogni caso il consumatore avrà la facoltà di adire il giudice competente, in qualunque modo si concluda la procedura di composizione extragiudiziale.
Esclusioni. Unica nota dolente, secondo l’avv. Dona, sono le esclusioni da questa procedura, previste all’art. 8 del presente decreto legislativo, tra cui, insieme alle controversie tra professionisti (lett. c), alla negoziazione diretta tra consumatore e professionista (lett. d) e altre fattispecie, spiccano alla lettera f le procedure avviate da un professionista nei confronti di un consumatore, il che sembra escludere, conclude il segretario, «la possibilità per il consumatore di accedere alla conciliazione per contestare un addebito, se il professionista creditore ha già ceduto il credito ad una società di recupero crediti».