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Notizie a cura di La Stampa.it |
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	CIVILE e PROCESSO</p>

PCT - prassi | 23 Luglio 2015

Ritorno alla carta? Il Ministero respinge le accuse

  Il Ministero della Giustizia, con un comunicato del 23 luglio 2015, respinge le accuse mosse da diversi rappresentanti dell’avvocatura, che contestavano a via Arenula di aver fatto un passo indietro sull’informatizzazione della giustizia civile.

 

L’accusa di ritorno alla carta... Nei giorni scorsi, da più parti sono arrivate delle accuse al Governo, il quale, con un emendamento al d.l. n. 83/2015, starebbe cercando di tornare verso la carta. Il Segretario generale dell’ANF, Luigi Pansini, parla di un «incomprensibile passo indietro del Governo sull’informatizzazione della giustizia civile in Italia». Con questo emendamento, il Ministero della Giustizia, con regolamento, potrebbe «disciplinare anche l’acquisizione della copia cartacea degli atti depositati telematicamente»: si tratterebbe di una norma «a favore delle ‘scartoffie’» e una resa a chi «ha opposto resistenze al PCT». Lo stesso Pansini va oltre e definisce la copia cartacea obbligatoria come «l’inizio della fine del processo telematico».
… respinta nettamente dal Ministero. A queste critiche, condivise anche dall’AIGA, ha risposto con un comunicato ufficiale del 23 luglio lo stesso Ministero della Giustizia: «l’emendamento all’articolo 19 del dl che demanda a un decreto del ministro “le misure organizzative per l’acquisizione anche di copia cartacea degli atti depositati con modalità telematica” non introduce in alcun modo un doppio binario telematico e cartaceo». Lo scopo è invece quello di stabilire in maniera rigorosa ed uniforme i casi tassativi in cui è ammissibile l’acquisizione di copia di cortesia, ponendo così fine alle «prassi distorte di un eccessivo ricorso alla copia di cortesia».
Non si torna indietro. Secondo il Ministero, l’innovazione della giustizia civile italiana ha superato il punto di non ritorno, ottenendo degli ottimi risultati che spingono a continuare nella direzione della tecnologia.