POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
venerdì 20 settembre 2019
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
CIVILE e PROCESSO

legge Pinto | 19 Maggio 2015

Equa riparazione, nasce l’alleanza tra Ministero della Giustizia e Banca d’Italia

  Con un comunicato stampa, diffuso sul proprio sito istituzionale lunedì 18 maggio 2015, il Ministero della Giustizia ha annunciato la sottoscrizione di un accordo di collaborazione con la Banca d’Italia finalizzato ad accelerare i tempi per il pagamento degli indennizzi ai cittadini lesi dall’eccessiva durata dei processi.

 

Firmato l’accordo. Il Capo del Dipartimento per gli affari di giustizia, Antonio Mura, ed il Direttore della Banca d’Italia, Salvatore Rossi hanno sottoscritto, lunedì 18 maggio 2015, un accordo di collaborazione che punta a velocizzare i tempi di pagamento da parte dello Stato degli indennizzi ai cittadini lesi dall’eccessiva durata dei processi.
La Banca d’Italia supporterà il Ministero della Giustizia nelle attività istruttorie «finalizzate alla sottoscrizione da parte della Direzione generale del contenzioso e dei diritti umani dei mandati di pagamento».
Tempi certi da garantire. L’obiettivo è di riuscire a garantire in tempi brevi e certi, 120 giorni, per il pagamento dei futuri decreti di condanna dell’Amministrazione all’equa riparazione, spettante a chi abbia subito un danno patrimoniale o non patrimoniale a causa dell’irragionevole durata di un processo (civile o penale).
Il Ministero eviterà così la formazione di nuovi debiti dell’Erario, mentre le Corti d’appello, «liberate dal carico dei pagamenti sopravvenienti», potranno concentrarsi sul pagamento dei debiti arretrati, ammontanti a più di 450 milioni di euro.
Risparmio per lo Stato. Soddisfatto il Ministro Orlando, secondo cui questo accordo permetterà «non solo di soddisfare coloro che da tempo attendono risposte dallo Stato per il pagamento dei crediti loro spettanti ma anche di realizzare un notevole risparmio di spesa per lo Stato», potendo evitarsi ulteriori contenziosi grazie a pagamenti tempestivi.
L’accordo con la Banca d’Italia si inserisce in un piano più generale che punta ad eliminare il problema di fondo dei ritardi della giustizia ordinaria, da una parte mediante organiche riforme legislative ed organizzative, dall’altra fronteggiando il numero elevato di condanne ancora da eseguire con il pagamento degli indennizzi. Per questo, alla luce anche delle direttive governative in materia della Pubblica Amministrazione, via Arenula ha elaborato «un Piano straordinario di rientro che prevede da un lato il definitivo smaltimento del debito accumulato negli anni (pari a circa 450 milioni di euro) entro un arco di tempo ben definito e dall’altro il pagamento tempestivo dei nuovi provvedimenti di condanna che verranno emessi».



Qui il testo dell’accordo tra il Ministero della Giustizia e la Banca d’Italia