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Notizie a cura di La Stampa.it |
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	CIVILE e PROCESSO</p>

riforma processo civile | 02 Aprile 2015

L’OUA e il progetto di riforma del processo civile: pregi e difetti

L’Assemblea dell’OUA, riunitasi nella giornata di venerdì 27 marzo 2015 a Firenze, ha deliberato sul processo civile con particolare riferimento al disegno di legge delega governativo, in esame al Parlamento. Pregio del d.d.l., a parere dell’OUA, è sicuramente quello di non aver formulato una riforma esclusivamente finalizzata a scoraggiare il ricorso alla giurisdizione, ponendosi controcorrente rispetto a quella che era la tendenza riformatrice ormai consolidata da anni. Ma una pecca c’è: il «difetto di aderenza del progetto di riforma al processo civile telematico».

 

La delibera dell’OUA. L’OUA, durante l’assemblea riunitasi a Firenze il 27 marzo 2015, ha deliberato sulla riforma del processo civile, ora all’esame del Parlamento dopo che il Consiglio dei Ministri, il 10 febbraio 2015, aveva approvato il disegno di legge delega sulla giustizia civile.
Saluta con favore. L’Organismo ha espresso il suo parere favorevole con riferimento alla rimozione del filtro in appello, all’incostituzionale divieto di ricorrere in Cassazione ai sensi dell’art. 360 n. 5, c.p.c. e alla eliminazione dell’udienza ex art. 184 c.p.c..
L’Avvocatura, esprimono il Segretario e il Presidente, «è consapevole che nessun tentativo di risoluzione alternativa delle controversie può funzionare se non si opera una radicale riforma del processo civile in grado di garantire a chi vi si rivolge, certezza, credibilità e tempi ragionevoli».
Esprime, invece, diffidenza. Diffidenza è stata, invece, espressa sulla «reale volontà politica» di raggiungere gli obiettivi prefissati senza intervenire sull’«organizzazione della macchina giudiziaria» e sulla «adeguatezza della struttura organizzativa» per il raggiungimento di un modello di processo che permetta al giudice di arrivare in tempi ragionevoli ala sua decisione. L’Avvocatura, continua l’OUA, accetterebbe la sfida di affidare agli avvocati, con i doverosi sistemi di controllo, la gestione in contraddittorio di fasi del processo, lasciando poi al giudice la valutazione del risultato di tale gestione.
Ciò di cui proprio si lamenta l’OUA è il «difetto di aderenza del progetto di riforma al processo civile telematico». Si ritiene, infatti, che tale progetto possa trovare attuazione con riferimento al rito solo «riportando all’unico modello del ricorso, peraltro più congeniale al pct».
Forti criticità restano in merito alla definizione del Tribunale per la Famiglia. Necessità di «puntare sull’istituzione di sezioni specializzate in ogni Tribunale ordinario».
Le richieste dell’Avvocatura. Ecco allora le richieste avanzate dall’OUA al Presidente della Commissione Giustizia della Camera cui è destinato in prima battuta l’esame del d.d.l. e, in particolare, quella di «prevedere il confronto con l’OUA in fase di discussione ed elaborazione del testo finale della legge delega, acquisendo le indicazioni provenienti dell’Organismo al fine di integrare e/o emendare punti specifici del disegno in discussione». Per fare ciò chiede, dunque, al Ministro della Giustizia di istituire, nel caso in cui la legge delega venisse approvata, un tavolo di confronto con l’Avvocatura al fine di elaborare i decreti legislativi.