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Notizie a cura di La Stampa.it |
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	CIVILE e PROCESSO</p>

Geografia giudiziaria | 13 Dicembre 2012

Tribunali tagliati: un emendamento al ddl stabilità potrebbe ricucirli per un pò

  Un emendamento al ddl stabilità, inserito all’ultimo momento, potrebbe condurre ad una posticipazione di due anni dell’operatività della nuova geografia giudiziaria. Si parla di settembre 2015. L’iniziativa è bipartisan, tutti i maggiori partiti presenti in Parlamento si sono fatti portatori di questa esigenza. Il Governo non si è ancora espresso.

 

Nuove piante organiche. Il termine per la revisione delle piante organiche verrebbe prorogato dal 31 dicembre 2012 al 31 dicembre 2014. Intanto il Ministero della Giustizia, insieme al CSM, le sta comunque approntando in previsione dell’imminente scadenza.
Sostanziosi tagli. La riforma, prevista dal d.lgs. n. 155/2012, approvata a settembre dal Governo, prevede sostanziosi accorpamenti. Vengono infatti soppressi 31 Tribunali e Procure, 220 sezioni distaccate dei Tribunali e 667 uffici di Giudici di Pace.
CSM e Ministero della Giustizia già al lavoro. In vista dell’entrata in regime della riforma a settembre 2013, il plenum del CSM ha approvato ad unanimità una delibera della settima commissione (organizzazione uffici giudiziari) sulle linee guida da seguire per le sezioni distaccate, eliminate in gran numero.
Geografia giudiziaria ottocentesca. Come spiega lo stesso vice-presidente del CSM, Michele Vietti, la riforma è in piena fase di attuazione, già da mesi. E’ importante che venga portata avanti, perché «la nostra geografia giudiziaria risale al 1800, quando in Italia ci si spostava a cavallo» e perché «le risorse limitate in termini di uomini e mezzi devono essere distribuite in modo razionale».
Perché rimandare? Portavoce dell’emendamento si fa Filippo Berselli, che ritiene necessario lo slittamento «per verificare con le dovute cautele le condizioni per una riforma così importante». Il futuro Governo avrà la possibilità di apportare le indispensabili modifiche, poiché la legge delega prevedeva la possibilità di modificare il testo tramite d.lgs.. Secondo il presidente della Commissione Giustizia del Senato, una riforma del genere non può essere fatta in maniera omogenea, ma deve tener conto delle singole particolarità, come località dove sono appena stati costruiti nuovi edifici o dove la malavita organizzata è più presente.
Aspettando di vedere se l’emendamento riuscirà a trovare l’approvazione in mezzo al mare magnum della legge di stabilità prevista per lunedì 17 dicembre, numerosi comuni e ordini di avvocati si sono già da tempo scatenati con ricorsi di vario genere per bloccare la riforma.