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Notizie a cura di La Stampa.it |
CIVILE e PROCESSO

CASSAZIONE | 06 Novembre 2009

Dopo la vendita si scopre che l'immobile era in comunione legale: l'accertamento non è opponibile al compratore in buona fede

L'appartamento conteso, che in realtà era stato la casa familiare, per motivi fiscali fu acquistato sulla carta dal solo marito a uso studio professionale: dopo la separazione la moglie rivendica la comproprietà, ma la posizione del terzo va tutelata

Mentì per amore (e per soldi), ora rischia di perdere la sua metà della casa. All'atto dell'acquisto la moglie "regge il gioco" al marito, che dichiara di comprare da solo l'appartamento per farne il suo studio professionale: si tratta invece di un espediente...

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