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professione forense | 09 Marzo 2021

Giornata internazionale della donna: l’intervento di Marta Cartabia e di Maria Masi

di La Redazione

L’8 marzo 2021 il Ministro della Giustizia Marta Cartabia ha espresso la sua sentita vicinanza per tutte le donne vittime di violenze, con l’intento di ricostituire, insieme al Ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti, gli organismi di governance previsti dall’ordinamento per il presidio delle politiche di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne. Anche il Presidente del CNF Maria Masi ha sottolineato quanto servano proposte di riforma da parte dell’avvocatura dello Stato per le pari opportunità. Infine, la Biblioteca centrale giuridica ha messo a disposizione un elenco di libri in tema di parità di genere, utili a sottolineare come le donne siano presenti, e soprattutto, quale sia il loro contributo nella società.  

Per la Giornata internazionale della donna, il Ministro della Giustizia Marta Cartabia ha espresso la sua «sentita partecipazione alla sofferenza di tutte le donne che hanno subito violenza, fisica e psichica, e a quella dei familiari di tutte le vittime che hanno perso la vita per atti di aggressione e che avvertono bruciante il bisogno di giustizia » e che «la violenza contro le donne è espressione di una cultura di potere e di subordinazione che deve essere estirpata dalle radici; una cultura che deve essere intercettata dalle prime, apparentemente piccole, manifestazioni per prevenirne tempestivamente le conseguenze più gravi ».

 

Il Guardasigilli, in base agli ultimi dati pubblicati dal Viminale sulla violenza di genere, ha annunciato di «voler aderire all’invito della Ministra per le Pari Opportunità, Elena Bonetti, per ricostituire gli organismi di governance previsti dall’ordinamento per il presidio delle politiche di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne».

 

Anche la Biblioteca centrale giuridica del Ministero della Giustizia ha messo a disposizione sul suo sito istituzionale una “vetrina digitale” di libri che affrontano il tema della parità di genere. Si sottolinea la presenza delle donne nelle istituzioni, nel lavoro e nelle società, la presenza delle donne in carcere e la prevenzione della violenza di genere.

 

L’elenco completo dei testi presenti nella rassegna bibliografica è presente sul sito della Biblioteca giuridica.

 

L’8 marzo 2021 anche il Presidente del CNF Maria Masi si è espressa con queste parole: «stiamo subendo una grave crisi determinata dalla pandemia, resa ancora più grave dal fatto che è una crisi che incide molto sui servizi e sul precariato e pertanto finisce con l’incidere molto di più sulle donne. I dati al riguardo sono spietati, gli indici riferiti all’occupazione sono assolutamente negativi per le donne: l’altra metà del nostro Paese. Un vulnus che non si può più tollerare né giustificare ma esige una strategia mirata a conquistare il diritto al lavoro, il diritto alla parità di trattamento economico, il diritto all’equilibrio nella sostenibilità degli oneri di cura. Anche solo quest’ultimo aspetto basterebbe a comprendere quanta distanza ci sia ancora da colmare».

Sottolinea anche che «i dati dell’ultimo rapporto Censis sull’avvocatura, appena pubblicati, confermano l’equilibrio dei numeri tra avvocati e avvocate se riferiti all’iscrizione agli albi ma confermano ancora una volta anche la differenza dei numeri nel reddito. Una differenza destinata, con ogni probabilità, ad acuirsi per effetto del prolungato infinito lockdown di servizi di assistenza, sanitari, scolastici che finisce per gravare soprattutto sul genere femminile anche quando si tratta di professioniste».

 

Ed è per questo che sottolinea che «ogni cancellazione dall’albo che non sia frutto di scelta libera e incondizionata è un fallimento non dell’avvocata che rinuncia ma della società che perde una opportunità di tutela e chissà forse la migliore. L’avvocatura istituzionale non può non farsi carico di questa sfida e di una rinnovata resistenza. In questa direzione servono azioni, proposte di riforma, progetti con la consapevolezza che si può anzi si deve cambiare passo senza temere di smarrire l’identità del ruolo».