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professione forense | 22 Febbraio 2021

Inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte dei Conti

di La Redazione

Si è tenuta nella mattinata di venerdì 19 febbraio 2021 la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte dei Conti alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle più alte cariche istituzionali. Durante la cerimonia, si è tenuto anche il formale insediamento del Presidente della Corte dei Conti Guido Carlino.

La cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte dei Conti si è tenuta venerdì 19 febbraio con un inevitabile riferimento alle difficoltà economiche della contingenza legata all’emergenza epidemiologica in corso. Il Presidente della Corte dei Conti Carlino ha assicurato che «la Corte dei conti, così come ha fatto nelle difficili fasi dell’attuazione, da parte delle autorità preposte, delle misure urgenti di sostegno all’economia e al lavoro, connesse all’emergenza epidemiologica, anche in quelle della ripresa continuerà a svolgere, con autonomia e indipendenza, le proprie funzioni di referto, controllo e giurisdizione, tutte finalizzate, in modo sinergico, a garantire l’uso corretto e proficuo delle risorse pubbliche e il rispetto della normativa, nazionale e sovranazionale, in materia di gestioni pubbliche».

 

Sempre riguardo all’impiego delle risorse del Next Generation UE, il Procuratore Generale della Corte dei Conti Canale ha sottolineato che «non un euro dovrà essere sprecato; non un euro dovrà finire nella tasche dei profittatori, dei disonesti, dei criminali». Da una ricerca condotta dalla Procura sulla banca dati della Corte dei Conti sono emerse centinaia di sentenze per fatti dannosi legati all’uso illecito di fondi pubblici erogati per la ricostruzione delle aree colpite da eventi naturali. Nello specifico «nel periodo 2010 – 2020 sono state pronunciate, per casi di “frode”, ben 1173 sentenze, con un totale di oltre 730 milioni di euro di condanne. Nello periodo 2011-2020 le procure regionali, per le medesime fattispecie dannose, hanno emesso 1805 citazioni, con una complessiva richiesta risarcitoria di oltre 1197 milioni di euro». Il Procuratore ha poi precisato che «il tema specifico delle “frodi” comunitarie, cioè della lesione degli interessi finanziari dell’Unione europea, è sempre di attualità e la Procura generale della Corte dei conti e tutte le procure regionali contabili sono impegnate su questo fronte, in sinergia con la magistratura penale e con la collaborazione dell’elevata, specifica professionalità della Guardia di Finanza e anche delle altre forze di polizia».

 

Anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha sottolineato l’importanza del ruolo della Corte dei Conti affermando che «Oggi il ruolo della Corte diventa ancora più cruciale. Il Recovery and Resilience Facility riconosce al nostro Paese risorse importanti con una chiara linea di indirizzo: investire sul futuro. Sta a chi governa fare le scelte strategiche, sta a chi amministra eseguirle in maniera efficace ed efficiente e a chi controlla verificare che le risorse siano impiegate correttamente. Governo, Parlamento, Amministrazione Pubblica, Corte dei Conti e tutte le Istituzioni del nostro Paese devono essere coprotagonisti di un percorso di rinascita economica e sociale».

 

La Presidente del CNF Masi ha invece colto l’occasione per sottolineare le perplessità della categoria sulla paventata applicabilità agli Ordini professionali della disciplina delle società pubbliche. «Il carattere mutevole e cangiante della nozione di ente pubblico e l’estensione variabile del suo perimetro definitorio, che di volta in volta varia a seconda dell’istituto, o del regime normativo che deve essere applicato e della ratio sottesa alla disciplina che individua gli enti pubblici tra i propri destinatari, potrebbero rendere tale richiamo non sufficiente - ha sottolineato Masi - In effetti gli Ordini professionali sono sì enti pubblici, ma esponenziali di comunità professionali. Sono enti pubblici a carattere associativo, come recita la legge forense, e non possono essere assimilati a Ministeri, enti locali ed altre tipologie di istituzioni pubbliche completamente diverse, in quanto ricevono somme di denaro solamente da parte dei singoli iscritti e non gravano sulla fiscalità generale. Per la stessa ragione, infatti, anche la Corte di giustizia dell’Unione europea ha escluso che gli Ordini professionali possano essere considerati organismi di diritto pubblico ai fini dell’applicazione della normativa sugli appalti pubblici. Il rischio da evitare, in ogni caso, è quello di compromettere l’autonomia di enti, che, a ben vedere, non sono altro che formazioni sociali protette dall’art. 2 della Costituzione».

 

Per i testi integrali delle relazioni del Presidente della Corte dei Conti Carlino, del Procuratore Generale della Corte dei Conti Canale, del Presidente del Consiglio Draghi e per l’intervento della Presidente del CNF Masi, si rinvia al sito della Corte dei Conti.