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PROFESSIONE

compenso avvocati | 10 Novembre 2020

L’attività del nucleo centrale di monitoraggio per l’equo compenso entra nel vivo

di La Redazione

Durante l’incontro tenutosi nei giorni scorsi tra Ministero della Giustizia e Rete Professioni Tecniche, sono state stabilite le modalità per il concreto avvio dell’attività di monitoraggio sulla corretta applicazione dell’equo compenso, affidata al Nucleo centrale di monitoraggio istituito presso il Ministero.

All’incontro finalizzato al concreto avvio dell’attività del nucleo centrale di monitoraggio per l’equo compenso hanno partecipato, per conto del Ministero, Pietro Enzo Gancitano (Consigliere del Ministro Bonafede per le libere professioni), Maria Casola (Capo DAG), Maria Lavinia Buconi (Magistrato di gabinetto), Luca Buffoni (Magistrato addetto ufficio legislativo) e Roberto Bonanno (Magistrato DAG). La delegazione della Rete Professioni Tecniche, guidata dal Coordinatore Armando Zambrano, era composta anche dai Consiglieri Maurizio Savoncelli e Sabrina Diamanti.

 

RPT ha sottolineato «la grande attesa da parte degli iscritti agli Ordini e Collegi professionali aderenti nei confronti del monitoraggio sull’equo compenso. Soprattutto perché, con particolare riferimento all’applicazione della normativa relativa al Superbonus 110%, grandi aziende e general contractors stanno manifestando la tendenza al coinvolgimento dei professionisti dietro la corresponsione di compensi non adeguati. Gli stessi soggetti approfittano del meccanismo per trattenere cifre fino al 40% degli importi complessivi per attività non sempre effettivamente svolte».
Anche la Pubblica Amministrazione in alcuni casi si pone in contraddizione con il principio dell’equo compenso, criticità anch’essa sollevata da RPT. Esemplificativa, in tal senso, la sentenza del TAR Milano «che ha dichiarato legittimo che un professionista esegua una prestazione gratuitamente per la PA in cambio di pubblicità».

 

RPT ha inoltre reso noto che sono stati attivati i nuclei territoriali di monitoraggio, il cui compito è quello di effettuare un primo screening delle segnalazioni. Le schede di segnalazione «saranno inviate al nucleo centrale e saranno raccolte in una banca dati. Sulla base delle informazioni in essa contenute, in accordo col Protocollo d’intesa firmato con la RPT lo scorso luglio, il Ministero provvederà a segnalare le violazioni all’Autorità garante per la concorrenza e a sollecitare i diretti interessati ad adeguarsi alla normativa. Qualora lo ritenesse opportuno, il Ministero può sollecitare opportune iniziative legislative».