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amministrazione della giustizia | 26 Ottobre 2020

Ministero della Giustizia: indicazioni sulla gestione del processo e del lavoro del personale da remoto

di La Redazione

Dopo il d.P.C.M. del 18 ottobre 2020 e il decreto del Ministro della Pubblica Amministrazione del 19 ottobre 2020 in materia di lavoro agile nelle PP.AA., il Ministero della Giustizia ha emanato la circolare del 20 ottobre 2020, contenente l’accordo sull’attuazione del lavoro agile nell’ambito dell’Amministrazione giudiziaria e sui servizi informatici a supporto della remotizzazione del processo e del lavoro del personale dipendente e di magistratura. Il tutto è oggetto della scheda dell'Ufficio Studi del CNF n. 54 del 22 ottobre 2020.  

Il Consiglio Nazionale Forense ha trasmetto una nota di aggiornamento avente ad oggetto la scheda predisposta dall’Ufficio Studi relativa alle «Modalità di svolgimento delle riunioni e ricorso al lavoro agile nelle Pubbliche Amministrazioni (DPCM 18 ottobre 2020 e Decreto Ministero Pubblica Amministrazione 19 ottobre 2020) - Remotizzazione del lavoro del personale di magistratura e dipendente del Ministero della Giustizia (circolare Min. Giustizia 20 ottobre 2020)».

 

Con il d.P.C.M. del 18 ottobre 2020, infatti, a causa del protrarsi dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, è stato disposto che tutte le riunioni nell’ambito della Pubblica Amministrazione devono svolgersi in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni, ivi comprese le attività convegnistiche e congressuali.

 

In seguito, con il Decreto del Ministro della Pubblica Amministrazione del 19 ottobre 2020, relativo al ricorso al lavoro agile nella P.A., sono state stabilite le misure di sicurezza che resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2020, tra cui rientrano le seguenti disposizioni:
- ciascuna amministrazione deve garantire lo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità “lavoro agile” da parte di almeno il 50% del personale, anche senza la stipulazione di apposito accordo individuale fino al 31 dicembre 2020 e assicurando un aumento della suddetta percentuale qualora la situazione epidemiologica lo richieda;
- le P.A. dovranno assicurare nei confronti dei lavoratori fragili ogni soluzione utile a garantire l’espletamento di attività in modalità agile;
- le amministrazioni favoriscono la rotazione del personale da collocare in lavoro agile, tenendo conto delle disponibilità manifestate dai singoli per l’accesso alla modalità di lavoro agile e considerando le condizioni di salute loro e dei relativi nuclei familiari, nonché la presenza in questi ultimi di figli minori di anni 14, la distanza tra il luogo di residenza e la sede di lavoro e il numero e la tipologia dei mezzi di trasporto utilizzati;
- «Nei casi di quarantena con sorveglianza attiva o di isolamento domiciliare fiduciario, il lavoratore, che non si trovi nella condizione di malattia certificata, svolge la propria attività in modalità agile;
- «L’assenza dal servizio del lavoratore, necessaria per lo svolgimento degli accertamenti sanitari propri, o dei figli minorenni, disposti dall’autorità sanitaria competente per il Covid-19, è equiparata al servizio effettivamente prestato».

 

Dunque, con la Circolare del Ministero della Giustizia del 20 ottobre 2020 è stato emanato l’«Accordo sulla attuazione del lavoro agile presso l’amministrazione giudiziaria ai sensi della normativa eccezionale di contrasto alla pandemia Covid-19 e altre informazioni su lavoro agile negli uffici alla luce della recente normazione sul tema - organizzazione giudiziaria», volta ad assicurare la qualità del servizio giustizia sull’intero territorio nazionale nonostante l’emergenza in corso, mediante l’utilizzo di strumenti come lo smart-working che consentono di conciliare il lavoro del personale con l’erogazione di servizi all’utenza in modalità costante.
In tale contesto, particolare importanza riveste il paragrafo 3 della Circolare, dove si rende noto che la Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati ha valutato e rafforzato le politiche di sicurezza inerenti all’uso massivo degli applicativi da remoto, compresi alcuni registri di cancelleria.
Per questo, il Ministro annuncia che a breve «potranno essere utilizzati da remoto i registri di area civile SICID, SIECIC e SIGP e le Consolle unificate di amministrazione (CUA) SICI e SIECIC», i quali consentiranno la gestione da remoto dell’intera area dei registri civili, volontaria giurisdizione, fallimentare ed esecuzioni nonché dei servizi civili dei giudici di pace.

 



Qui la Scheda Ufficio Studi del CNF n. 54/2020