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Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

professione forense | 14 Settembre 2020

Formazione avvocati: partecipare a commissioni consiliari che trattino questioni giuridiche è attività di autoformazione?

di La Redazione

Il Consiglio Nazionale Forense risponde al quesito formulato dal COA di Viterbo in materia di formazione continua volto a sapere se la partecipazione da parte dell’iscritto a commissioni consiliari che trattano questioni di rilievo strettamente giuridico possa essere assimilata ad attività di autoformazione forense.

Con parere n. 10/20 del 25 giugno scorso, il CNF risponde al quesito formulato dal COA di Viterbo in materia di formazione continua.

 

Ecco il quesito sottoposto al Consiglio Nazionale Forense: la partecipazione da parte dell’iscritto, in veste di consigliere comunale, a commissioni consiliari che trattano questioni di rilievo strettamente giuridico può essere assimilata ad attività di autoformazione forense?

 

Ebbene, il Consiglio nel volere restituire una risposta al COA di Viterbo ricorda come l’art. 13 reg. CNF n. 6/14, nel tipizzare le attività di autoformazione, ha voluto circoscrivere il novero di tali ipotesi «ad attività chiaramente qualificate in senso didattico e scientifico e, soprattutto rivolte a specifiche esigenze di formazione giuridica, ivi compresa la partecipazione e commissioni di studio e di lavoro». Si deve trattare, però, di commissioni istituite in seno a organi forensi.
Pertanto, la partecipazione a commissioni consiliari comunali, «per quanto ben possa richiedere all’iscritto lo studio di questioni giuridiche, non eccede il campo dell’attività politica, senza attingere alcuna delle categorie di attività tipizzate dalla norma».
Dunque, la risposta al quesito resa dal CNF è negativa.