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Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

Diritto d’autore | 16 Giugno 2020

La non creatività delle “opere” tecniche degli avvocati

Il cherry picking della Cassazione come freno alla proliferazione delle esclusive autorali

di Vincenzo Iaia - Dottorando di ricerca in Diritto e Impresa presso la LUISS “Guido Carli”

La sentenza in esame verte sulla questione relativa alla possibilità che uno scritto tecnico elaborato da un avvocato – e funzionale a tutelare gli interessi del proprio cliente – acceda alla tutela autorale come opera letteraria creativa, ex artt. 1, 2, let. 1), l. 633/1941 (l.d.a.) e 2575 c.c..

(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 10300/20; depositata il 29 maggio)

Nel caso di specie, un avvocato, su incarico di un cliente, aveva redatto un regolamento fieristico disciplinante un servizio di anticontraffazione, intitolato “Regolamento Servizio Proprietà Industriale ed Intellettuale”. L’anzidetto regolamento è stato successivamente – e pedissequamente – impiegato da un'altra società, su indicazione di altro legale, in occasione di una manifestazione fieristica, senza l’autorizzazione da parte dell'autore dello stesso.