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Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

professione forense | 18 Novembre 2019

L’avvocatura chiede modifiche al decreto fiscale

di La Redazione

Con un documento congiunto del 15 novembre scorso, Cassa Forense, il Consiglio Nazionale Forense e l’Organismo Congressuale Forense hanno elaborato alcune proposte di modifica al decreto fiscale 2020, attualmente all’esame del Parlamento.

L’avvocatura fa sentire la sua voce sulle tematiche di interesse per i liberi professionisti coinvolte nel decreto fiscale 2020, in esame in Parlamento.

 

Le richieste degli avvocati. Cassa Forense, CNF e OCF hanno infatti messo a punto un documento con diverse proposte di modifica al testo legislativo che spaziano dalla richiesta di rimodulazione dei criteri di determinazione della TARI per gli studi professionali, alla possibilità, come avviene per le spese sanitarie, di detrarre le spese legali per i cittadini e all’incremento della dotazione dei fondi economici per l’istituto del patrocinio a spese dello Stato. Ma non è tutto.
Gli avvocati tornano a sollecitare il «differimento del periodo di prima applicazione degli ISA, gli indici sintetici di affidabilità oltre a sollecitare, per alleggerire la pressione fiscale sui professionisti, una rimodulazione della compensazione crediti-debiti e l’ampliamento della tipologia di spese per la professione da portare in deduzione».
In tema di sanzioni amministrative per gli esercenti che rifiutano i pagamenti elettronici, gli avvocati affermano che «nel campo della libera professione, la tipologia di pagamento di un bene o servizio è per lo più effettuata tramite bonifico bancario e pertanto la richiesta che avanzano alla politica è di escludere la sanzione quando si utilizza quest’ultima forma di pagamento».
Vengono infine invocate altre misure a sostegno della professione di avvocato «come la semplificazione degli adempimenti per gli studi professionali, l’estensione dei vantaggi del regime forfettario al 15% anche a professionisti e imprese che operano in forma associata, le misure in tema di sostegno delle attività della Cassa di previdenza per i legali».

 



Qui il documento sottoscritto da Cassa Forense, CNF e OCF