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Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

professione forense | 11 Novembre 2019

Esercizio della professione forense vs attività di amministratore di condominio: il parere del CNF

di La Redazione

Il Consiglio Nazionale Forense esclude che l’eventuale iscrizione ad una delle associazioni professionali di cui alla l. n. 4/2013 configuri una causa di incompatibilità con l’iscrizione nell’albo degli avvocati.

(Consiglio Nazionale Forense, parere n. 36/19; pubblicato il 20 ottobre)

Così con parere n. 36/19, pubblicato il 20 ottobre.

 

Il quesito. Richiamando il parere n. 23/13 del Consiglio Nazionale Forense, che aveva escluso l’incompatibilità tra l’esercizio della professione forense e l’attività di amministratore di condominio, il COA di Arezzo formula un nuovo quesito sulla medesima questione, chiedendo al Consiglio se vi può essere un’incidenza in merito della l. n. 4/2013 in materia di professioni non regolamentate.

 

Nessun revirement del CNF. Il Consiglio nazionale forense ritiene di dover confermare quanto sancito con il parere n. 23/13 e, dunque, di dover escludere che «l’eventuale iscrizione ad una delle associazioni professionali di cui alla l. n. 4/2013 configuri una causa di incompatibilità con l’iscrizione nell’albo degli avvocati», «rientrando piuttosto nella libertà associativa dell’avvocato che, peraltro, ben potrebbe svolgere l’attività di cui all’oggetto della associazione anche senza esservi iscritto (essendo la costituzione dell’associazione meramente eventuale e non sussistendo alcun vincolo di rappresentanza esclusiva)».
Al contempo, precisa il CNF, la stessa l. n. 4/2013 all’art. 2, comma 6, presuppone espressamente la contemporanea iscrizione ad un albo professionale per gli esercenti una professione non organizzata in ordini o collegi.