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Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

professione forense | 19 Agosto 2019

Diritto al compenso: non basta la procura alle liti

di Gianluca Tarantino - Avvocato e dottore di ricerca in diritto dell'economia

In tema di attività professionale svolta da avvocati, mentre la procura "ad litem" è un negozio unilaterale con il quale il difensore viene investito del potere di rappresentare la parte in giudizio, il mandato sostanziale costituisce un negozio bilaterale (cd. contratto di patrocinio) con il quale il legale viene incaricato, secondo lo schema negoziale che è proprio del mandato, di svolgere la sua opera professionale in favore della parte; conseguentemente, ai fini della conclusione del contratto di patrocinio, non è indispensabile il rilascio di una procura "ad litem", essendo questa richiesta solo per lo svolgimento dell'attività processuale, né rileva il versamento di un fondo spese o di un anticipo sul compenso, atteso che il mandato può essere anche gratuito e che, in ipotesi di mandato oneroso, il compenso ed il rimborso delle spese possono essere richiesti dal professionista durante lo svolgimento del rapporto o al termine dello stesso.

(Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza n. 20865/19; depositata il 2 agosto)

Con l’ordinanza del 2 agosto 2019, n. 20865, il S.C. precisa che, ai fini del riconoscimento dei compensi in favore di un avvocato, non è sufficiente il rilascio della procura ma deve sussistere, tra le parti, un contratto di patrocinio...

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