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question time | 30 Maggio 2019

Notifiche telematiche, giudici di pace e situazione carceraria i temi dell’ultimo question time

di La Redazione

Il Ministro Bonafede ha partecipato al question time svoltosi ieri presso la Camera dei Deputati rispondendo a tre interrogazioni in tema di notifiche degli atti giudiziari attraverso gli indirizzi di posta elettronica certificata, trattamento economico e giuridico dei giudici di pace ed iniziative per favorire il decremento della popolazione carceraria.

Notifiche via PEC. Il primo tema su cui viene sollecitato il Guardasigilli riguarda le notifiche telematiche ed, in particolare, «quale account di posta elettronica va fatta la notifica via Pec affinchè sia valida: agli indirizzi contenuti nell’elenco ReGindE o anche a quelli contenuti nell’elenco Ini-Pec».
Come infatti ha ricostruito l’onorevole interrogante, «la Cassazione lo scorso 8 febbraio [Cass. Civ., sez. III, n. 3709/19, n.d.r.] ha emesso una pronuncia che ha generato non poco fermento nella classe forense poiché avrebbe negato che gli indirizzi contenuti in pubblici registri diversi da quelli inseriti nel ReGindE possano considerarsi valido domicilio digitale ai fini della bontà delle notifiche».
Successivamente, la Corte di legittimità ha cambiato indirizzo (ordinanze nn. 9893 e 9897/19) «ritenendo, rispettivamente, valida sia la notifica effettuata all’account Ini-Pec della società destinataria, in quanto indirizzo «pubblico informatico», sia la notifica che fa riferimento all’indice degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti istituito dal ministero dello Sviluppo economico per la validità della notifica a mezzo Pec. Parrebbe quindi – dichiara Bonafede - già superato l’indirizzo interpretativo della sentenza del febbraio 2019 e, di conseguenza, sedata la querelle, peraltro prontamente sottolineata dal Presidente dal CNF al Primo Presidente della Cassazione, a cui non posso che rimettere ogni valutazione, poiché ogni iniziativa eventualmente adottata dal Ministero della Giustizia si risolverebbe in un inammissibile travalicamento delle prerogative che l’ordinamento giudiziario attribuisce all’autorità giudiziaria, trattandosi di questione meramente interpretativa».

 

Giudici di pace. In relazione al trattamento economico e giuridico dei giudici di pace, il Ministro ricorda che «Da sempre abbiamo sostenuto la necessità di offrire un concreto riconoscimento al ruolo fondamentale che i giudici di pace e tutti i magistrati onorari offrono quotidianamente all’amministrazione della giustizia italiana, e, proprio in quanto convinti del contributo essenziale dagli stessi fornito, siamo intervenuti a modificare la cd. riforma Orlando, che, altrimenti avrebbe provocato, oltre all’abbassamento drastico dei livelli di tutela ordinamentale, anche un grave pregiudizio all’intero sistema giudiziario». Dopo mesi di confronti attorno all’apposito tavolo tecnico istituito da via Arenula, si è dunque giunti alla concretizzazione dell’obiettivo riformistico con «una serie di interventi migliorativi per tutta la categoria, come è a dirsi per la disciplina dell’incompatibilità, che viene uniformata a quella – più elastica - prevista per i magistrati togati, la possibilità di conferma per quadrienni fino al 68° anno di età, il pagamento dei compensi con cadenza bimestrale e la possibilità di ottenere trasferimenti a domanda al fine di assistere un familiare con disabilità», ferma restando la possibilità di ulteriori ritocchi e miglioramenti nel corso dei prossimi lavori parlamentari.

 

Situazione carceraria. «Il problema dell’affollamento carcerario, che interessa il circuito dei maggiorenni, rientra senza dubbio fra le priorità del Ministero della Giustizia». L’approccio proposto dal Ministero si basa sull’«incremento dei posti detentivi, combinato con una accorta politica di espulsioni a favore dei Paesi di origine dei detenuti stranieri, anziché alla comoda scorciatoia di provvedimenti svuota carceri. […] In questo binario va ad incanalarsi l’azione di riqualificazione e potenziamento dell’edilizia penitenziaria». Dopo aver ripercorso gli interventi edili già in corso, Bonafede ha cura di «sconfessare la lamentata riduzione delle risorse, in quanto a fronte dei 4,9 milioni di euro stanziati nel 2016, per il corrente anno, sono previsti stanziamenti nell’ordine di 13 milioni di euro per gli investimenti e di 23,6 milioni di euro per manutenzione ordinaria e riparazioni».



Qui la risposta all’interrogazione in tema di situazione carceraria

Qui la risposta all’interrogazione in tema di notifiche telematiche

Qui la risposta all’interrogazione in tema di giudici di pace