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Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

disciplinare avvocati | 10 Luglio 2018

L’avvocato d’ufficio non si presenta in udienza? E’ una violazione deontologica

L’avvocato d’ufficio, che deve prestare servizio in un’udienza comunicatagli per tempo, compie un illecito deontologico qualora si assenti senza che sussista un legittimo impedimento e senza averlo comunicato tempestivamente all’autorità o aver indicato un collega nella difesa.  

(Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 61/18; depositata il 25 maggio)

Lo ha sancito il Consiglio Nazionale Forense con la sentenza del 25 maggio 2018, n. 61.

Il fatto. Dopo una segnalazione da parte Tribunale per i Minorenni, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano esaminava il caso di un avvocato d’ufficio che, senza addurre alcuna giustificazione, non aveva partecipato all’udienza assegnatagli in qualità di difensore. Ad esito dell’esame del caso, il Consiglio infliggeva all’avvocato in questione la sanzione disciplinare dell’ammonimento per violazione degli artt. 8 e 38 del codice deontologico forense. L’avvocato impugna il provvedimento e ne chiede l’annullamento, lamentando una mancanza di adeguata motivazione e adducendo, a giustificazione dell’assenza, un mero disguido organizzativo imputabile a uno stress psicologico.

L’avvocato d’ufficio è deontologicamente responsabile per la sua assenza. Il Consiglio Nazionale Forense respinge il ricorso e conferma la sussistenza del comportamento deontologicamente scorretto. L’avvocato, infatti, non ha svolto la sua attività con la coscienza e diligenza richiesti dagli artt. 12 e 26 del nuovo codice deontologico forense. Il suo comportamento è censurabile poiché, impossibilitato nel prender parte all’udienza, non ha fornito tempestiva e motivata comunicazione all’autorità procedente né ha indicato nella difesa del suo assistito un altro collega.