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PROFESSIONE

professione forense  | 06 Febbraio 2018

Via libera da Palazzo Spada alla tessera di riconoscimento per l'assistenza tecnica davanti alle commissioni tributarie

Il Consiglio di Stato si è espresso con il parere n. 299, depositato il 5 febbraio, sullo «Schema di regolamento recante disposizioni in materia di abilitazione all’assistenza tecnica innanzi alle Commissioni tributarie» del Ministero dell’economia e delle finanze redatto in attuazione della riforma tributaria di cui al d.lgs. n. 156/2015.

(Consiglio di Stato, sez. Atti Normativi, parere n. 299/18; depositato il 5 febbraio)

L’elenco dei soggetti e la tessera di riconoscimento. Il Consiglio di Stato ha giudicato positivamente la previsione, contenuta nello Schema di regolamento, di un elenco dei soggetti abilitati alla difesa innanzi alle commissioni tributarie, a cura del Ministero dell’economia e delle finanze, ed ha avallato anche la disposizione che il prevede il «rilascio di una tessera di riconoscimento» di tali soggetti, la quale, su suggerimento del Consiglio, dovrà essere restituita «senza indugio» nei casi di cancellazione dall’albo «onde evitare eventuali utilizzi impropri della stessa».

L’incompatibilità. Oltre al giudizio positivo sull’elenco e sulla tessera di riconoscimento, il Consiglio di Stato riconosce la necessità di specificare «il grado di parentela e/o affinità massimo rilevante» relativamente alla previsione contenuta nell’art. 9 dello Schema, la quale dispone che le attività di assistenza tecnica non possono essere esercitate nella Regione e, in quelle con essa confinanti, in cui gli avvocati abbiano rapporti di parentela, coniugio, nonché affinità e convivenza con i Giudici delle Commissioni tributarie.

I doveri deontologici. La disciplina attinente agli aspetti deontologici è invece contenuta nell’art. 10, e richiama i principi del codice deontologico forense. Tuttavia, secondo il Consiglio di Stato, sarebbe necessario «valutare la possibilità di prevedere un rinvio di carattere generale a tutte le disposizioni di tale codice», prendendo in considerazione altresì la possibilità di fare diretto riferimento non solo alla «parte assistita» ma anche al rapporto con «il cliente».

Sospensione cautelare e d’ufficio. Infine, viene presa anche in considerazione la disciplina relativa alla sospensione cautelare e d’ufficio dell’esercizio dell’assistenza tecnica, dove quest’ultima, essendo prevista per una durata non inferiore a 3 mesi e non superiore a 5 anni, dovrebbe, coerentemente con quanto disposto dal codice deontologico forense, essere commisurata in relazione a specifiche «ipotesi definite e tipizzate».