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PROFESSIONE

disciplinare avvocati | 05 Febbraio 2018

L’avvocato è responsabile dell’operato dei suoi dipendenti e collaboratori

Nonostante il legale possa andare esente da responsabilità per errori addebitabili esclusivamente a dipendenti o collaboratori che lavorano presso il suo studio, tale circostanza non fa venire meno l’obbligo di controllo sul loro operato.  

(Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 184/17; depositata il 24 novembre)

Così il Consiglio Nazionale Forense con sentenza n. 184/17, depositata il 24 novembre.

Il caso. Un legale, ottenuto il mandato da un cliente per alcune procedure di ingiunzione di pagamento, in seguito al ricorso posto in essere da un debitore per la riduzione del pignoramento, disconosceva la dichiarazione del terzo pignorato affermando di non averla ricevuta, dichiarazione che invece risultava pervenutagli.
Nonostante ciò, il legale notificava per conto del proprio cliente successivi atti di pignoramento presso terzi senza comunicarne ai medesimi gli esiti, giustificandosi con la circostanza di aver dato istruzioni alla propria segretaria di contattare i terzi pignorati e che la dichiarazioni dei terzi erano di fatto giunte presso il suo studio ma risultavano indirizzate non alla sua persona, ma ad un soggetto che «espletava la propria attività lavorativa nello stesso appartamento ove è situato lo studio dell’incolpato».
Su ricorso da parte del difensore delle controparti, il COA di Roma irrogava la sanzione della censura ed il legale proponeva impugnazione.

La responsabilità del legale. Il CNF, preso atto delle risultanze del procedimento conclusosi innanzi al COA di Roma, disconosce la non conoscibilità delle dichiarazioni pervenute al legale poiché indirizzate a soggetto diverso e ritiene irrilevante l’eccezione per cui l’apertura di corrispondenza da parte di chi non ne è destinatario costituisca reato, in quanto la missiva era stata inviata altresì via fax.
Inoltre, il Consiglio evidenzia che anche laddove si volesse riconoscere una responsabilità in capo alla segreteria dello studio, al legale «andrebbe comunque addebitata l’omissione di quel controllo che avrebbe dovuto esercitare sulla sua dipendente».
Pertanto il Consiglio Nazionale Forense rigetta il ricorso.