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PROFESSIONE

professione forense | 14 Novembre 2017

Praticanti avvocati anche in mediazione: la partecipazione agli incontri non è inutile

Il CNF è stato chiamato a rispondere ad un quesito formulato dal COA di Bologna che chiedeva se la partecipazione agli incontri in sede di mediazione ex d.lgs. n. 28/2012, sia di natura obbligatoria che delegata o di altre ADR, possa essere equiparata alla partecipazione alle udienze in sede giurisdizionale ai fini della pratica forense.

E la risposta è positiva. Con il parare n. 55/17, il CNF ha infatti sottolineato l’«importanza che la formazione del praticante debba riguardare anche il procedimento di mediazione e in genere tutti i procedimenti di soluzione della lite alternativi alla giurisdizione». Ben venga dunque che il praticante partecipi agli incontri svolti davanti al mediatore che potranno essere computati tra le 20 udienze a cui deve assistere nell’arco del semestre ai sensi dell’art. 8, comma 4, d.m. n. 70/2016.
Precisa però il parere che la mediazione dovrà essere effettivamente svolta, con esclusione dunque del primo incontro, e che la partecipazione dovrà essere adeguatamente documentata. Stessa soluzione per le altre ADR che si svolgano davanti ad un organo terzo, esclusa dunque la negoziazione assistita.