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PROFESSIONE

professione forense | 10 Novembre 2017

Responsabilità professionale avvocato: è scattato l’obbligo dell’assicurazione

di Fabio Valerini - Assegnista di ricerca in diritto processuale civile

In principio la data limite per stipulare l’assicurazione obbligatoria avrebbe dovuto essere l’11 ottobre 2017, ma, all’ultimo minuto, il Ministero della Giustizia aveva prorogato di trenta giorni il termine massimo entro cui l’avvocato dovrà aver stipulato la polizza assicurativa per la responsabilità professionale e per gli infortuni che quindi è il 10 novembre.

Ed infatti, il Ministero aveva voluto in questo modo consentire il perfezionamento dell'iter procedurale avviato dal Consiglio nazionale forense per la conclusione della convenzione collettiva finalizzata ad offrire agli iscritti all'albo degli avvocati una polizza assicurativa a condizione di particolare favore.

In questo periodo, quindi, gli avvocati hanno avuto a disposizione le varie alternative presenti sul mercato assicurativo per stipulare la migliore polizza calibrata per le loro specifiche esigenze.

Polizza infortuni. Ma le polemiche derivanti dall’obbligo assicurativo non si sono sopite. Ed infatti, il CNF si è fatto portavoce di una richiesta e cioè quella di modifica dell’art. 12, comma 2, l. n. 247/2012 nella parte in cui prevede un obbligo assicurativo in materia di infortuni.
Secondo il CNF quel testo «appare probabilmente eccessivo nel voler imporre, per legge, tale tipo di copertura» e, quindi, si chiede che il legislatore voglia rendere facoltativa quella copertura.
Richiesta che il Ministro della Giustizia aveva prontamente riscontrato ricordando, però, che – diversamente dalla proroga del termine – la competenza in materia è del Parlamento.
Peraltro, risulta presentato un emendamento a firma Scilipoti al decreto fiscale in discussione che prevede, per l’appunto, l’abrogazione del comma 2 di quella norma.
Per ora la norma che prevede l’obbligatorietà è in vigore e, quindi, l’obbligo è formalmente scattato (tanto quello di stipulare quanto quello di comunicare i dati all’Ordine).
Se poi dovesse essere approvato l’emendamento e l’obbligo verrà meno e le condotte di quei professionisti che non volessero stipulare la polizza infortuni non potrebbero certamente dare luogo a responsabilità disciplinare.