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PROFESSIONE

professione forense | 16 Giugno 2017

100mila avvocati devono cancellarsi dagli albi

di Paolo Rosa - Avvocato

Su mandato di Cassa Forense, il Censis ha realizzato il rapporto annuale sull’Avvocatura.

Su mandato di Cassa Forense, il Censis ha realizzato il rapporto annuale sull’Avvocatura.
Ne esce un quadro desolante!

In termini di appeal, l’Avvocatura non “tira più”. Le professioni più prestigiose sono: il medico (59,9%), l’ingegnere (34,7%) e il consulente del lavoro (21,4%).
Gli avvocati si collocano a metà classifica (16%).
Il tutto come conseguenza della sfiducia dei cittadini nella giustizia se è vero, come risulta dal rapporto Censis, che per il 71,6% dei cittadini il sistema giudiziario italiano non è in grado di garantire pienamente la tutela dei diritti fondamentali.
Molti cittadini, anche per effetto degli alti costi, rinunciano a far valere i propri diritti. E a rinunciare alla tutela giudiziaria di un diritto sono soprattutto le persone più istruite.
Il reddito medio dell’avvocato è in diminuzione da anni, anche se nel 2016 vi è stato un piccolo recupero.
Il PIL dell’Avvocatura è sostanzialmente stabile mentre è aumentato, con progressione geometrica, il numero degli avvocati.
Con il regolamento ex art. 21 legge n. 247/2012, Cassa Forense ha messo in atto un sistema che dovrebbe portare a una riduzione del numero degli avvocati .Il Presidente di CF lo ha detto a Venezia senza infingimenti e di questo gli va dato atto.
Ho già detto e scritto che, a mio giudizio, l’uso della leva previdenziale per bonificare nei numeri l’Avvocatura italiana è illegittimo, perché si pone in contrasto con la legge n. 247/2012, e arbitrario perché non rientra nella mission di Cassa Forense di cui all’art. 2 del proprio Statuto.
Però un dato è evidente: dalla politica, in questi ultimi decenni, l’Avvocatura italiana è stata utilizzata come un vero e proprio ammortizzatore.
Ora il problema è scoppiato, la politica se ne disinteressa e Cassa Forense assume un ruolo che non le compete.

Senza giovani un Ente di previdenza non ha futuro e s’incanala in un binario morto. Bisogna far ripartire il PIL, meritevole non è il ricco ma CHI HA QUALITA’PROFESSIONALI.
L’avvocato non è più quello di un tempo, finalizzato al processo, ma deve reinventarsi per diventare il consulente del cittadino recuperando spazi perduti a vantaggio di altre professioni.
Vedremo che succederà.