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venerdì 23 giugno 2017
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PROFESSIONE

avvocati stabiliti | 16 Maggio 2017

Non c’è abogado senza un “vero” avvocato: rigettate le richieste di riconoscimento

Con nota del 12 maggio 2017, la Direzione Generale della Giustizia Civile del Ministero della Giustizia ha adottato 332 decreti di rigetto relativi alle richieste di riconoscimento del titolo di avvocato (abogado) acquisito in Spagna da parte di cittadini italiani. 

Il Consiglio Nazionale Forense, con la comunicazione n. 7-C/2017, trasmette la nota pervenuta dalla Direzione Generale della Giustizia Civile del Ministero della Giustizia ai presidenti dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati, avente ad oggetto il riconoscimento del titolo di avvocato (abogado) acquisito in Spagna da parte di cittadini italiani.

No al riconoscimento. La Direzione Generale, relativamente alle pratiche in esame, ha adottato 332 decreti di rigetto, non riconoscendo il titolo di avvocato acquisito in Spagna da parte di cittadini italiani. I soggetti richiedenti il riconoscimento del titolo di abogado, pur possedendo una documentazione apparentemente regolare, erano in realtà privi dei requisiti inderogabilmente prescritti dalla normativa interna spagnola.
È emersa una evidente differenza tra il dato formale e il dato sostanziale ed è stato rilevato come numerose iscrizioni ai locali Albi degli avvocati fossero viziate: le richieste di omologazione del titolo straniero presentate dopo il 31/10/2011 possono infatti essere accettate solo se l’interessato prova di aver frequentato il master specifico accreditato e superato l’esame di Stato. Le omologazioni richieste entro tale data sono invece esenti da tali requisiti.
In virtù dei fatti verificatisi, la conferenza dei servizi, con il parere conforme del rappresentante del CNF, ha stabilito la necessità di sollecitare tutti i COA affinché verifichino se i richiedenti il riconoscimento presso il Ministero della Giustizia (destinatari dei decreti di rigetto) abbiano presentato domanda agli stessi COA per l’iscrizione come avvocati stabiliti, provvedendo, in tal modo, a respingere le relative domande o a cancellare eventuali avvocati stabiliti già iscritti, poiché rientranti nella fattispecie sopra descritta.

 



Qui la comunicazione del CNF del 15 maggio 2017, n. 7-C