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PROFESSIONE

compenso avvocati | 07 Giugno 2016

Vizio di costituzione del giudice? A “rimetterci” è l'avvocato

di Andrea Paganini - Avvocato

La decisione di primo grado deliberata in camera di consiglio da un collegio diverso da quello che ha assistito alla discussione della causa, in violazione dell'art. 276 c.p.c., è causa di nullità della sentenza, riconducibile al vizio di costituzione del giudice ai sensi dell'art. 158 c.p.c. ed è soggetta al relativo regime, con la conseguenza che il giudice di appello che rilevi anche d’ufficio detta nullità, è tenuto a trattenere la causa e a deciderla nel merito, provvedendo alla rinnovazione della decisione come naturale rimedio contro la rilevazione della nullità e, non deve, invece, rimettere la causa al primo giudice che ha pronunciato la sentenza affetta da nullità, in quanto non ricorre nella specie alcuna ipotesi di rimessione tassativamente previste dall’art. 354 c.p.c.. Ove invece il vizio venga rilevato (anche d’ufficio) dalla Corte di Cassazione, la causa va rimessa al giudice di appello ovvero al giudice che ha pronunciato in unico grado per la rinnovazione della decisione, non potendo la rinnovazione della decisione essere svolta nel giudizio di legittimità.

(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 11581/16; depositata il 6 giugno)

Così si è espressa la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11581/16, depositata il 6 giugno. Il caso. Un avvocato aveva promosso azione ex art. 702-bis c.p.c. nei confronti di una società sua debitrice per ottenere dal Tribunale...

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