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Notizie a cura di La Stampa.it |
PROFESSIONE

professione forense | 20 Aprile 2016

Esercizio della professione ed esame di Stato, memo dal CNF: il 22 aprile in vigore i decreti ministeriali

  Nella NL n. 297 diffusa il 19 aprile scorso, il CNF ricorda che venerdì 22 aprile prossimo entrano in vigore i decreti ministeriali nn. 47 e 48, dedicati rispettivamente all’accertamento della professione forense ed alla disciplina delle modalità di svolgimento delle prove di abilitazione. Ha colto l’occasione per soffermarsi, altresì, sulle recenti decisioni del TAR Lazio sul regolamento specializzazioni e fare il punto su efficienza della giustizia e Scuole forensi.

 

Nuovo esame forense ed accertamento della professione. Il CNF, con la newsletter n. 297 del 19 aprile scorso, ricorda che venerdì 22 aprile prossimo entreranno in vigore i due decreti ministeriali (nn. 47 e 48 del 25 febbraio 2016) dedicati all’accertamento della professione forense ed alla disciplina delle modalità di svolgimento delle prove di abilitazione. Tali decreti sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 2016.
Il decreto sull’esercizio continuativo diventerà pienamente operativo in seguito all’adozione di un decreto ministeriale, entro 6 mesi dall’entrata in vigore nelle nuove disposizioni (dunque entro il 22 ottobre), che dovrà indicare le modalità con le quali i Consigli degli Ordini individuano le dichiarazioni sostitutive da sottoporre annualmente a controllo a campione. Tale controllo avviene ogni 3 anni.
Il decreto n. 48 sull’esame forense, invece, prevede modalità crittografiche per l’invio delle tracce, a tutela della segretezza dei temi assegnati fino al momento dell’inizio di svolgimento delle prove scritte; prevede inoltre la creazione di una banca dati dalla quale estrarre a sorteggio domande da sottoporre ai candidati nella prova orale. Le nuove disposizioni si applicheranno a partire dalla sessione di dicembre 2017.

TAR Lazio e decreto ministeriale sulle specializzazioni. Come noto, il TAR Lazio ha annullato due disposizioni contenute nel testo ministeriale, con riguardo specifico alla lista degli ambiti di specializzazione ed al colloquio dinanzi al CNF in caso di domanda di assegnazione del titolo per comprovata esperienza, rigettando tutti gli altri motivi di ricorso.
Il CNF, nella NL n. 297 ribadisce come, alla luce di tali sentenze, sono stati annullati l’art. 3 con riferimento all'elenco delle materie, e l’art. 6, comma 4 («Nel caso di domanda fondata sulla comprovata esperienza il Consiglio Nazionale Forense convoca l'istante per sottoporlo ad un colloquio sulle materie comprese nel settore di specializzazione»). E come, invece, sono stati respinti tutti gli altri motivi di ricorso; in particolare le doglianze riferite ad un “eccessivo” ruolo del CNF nel sistema, e la doglianza circa la contrarietà del ruolo assegnato al CNF rispetto al principio di libertà di concorrenza.

Efficienza della giustizia. All’interno della NL diffusa lo scorso 19 aprile, il CNF riporta il monito e l’invito rivolto ai rappresentanti del Consiglio d’Europa in un incontro che si è svolto a Roma lo scorso 7 aprile nell’ambito della consueta attività di rilevazione di dati che il Coe conduce per redigere i rapporti sullo stato della Giustizia nei Paesi di Europa. «Attenzione a non dare credito a falsi luoghi comuni su Avvocatura e Giustizia, che potrebbero essere facilmente sfatati trascorrendo una giornata in tribunale, soprattutto civile, per constatare direttamente le difficili condizioni di lavoro. E verifica dell’impegno degli Avvocati a collaborare nei fatti per migliorare lo stato della Giurisdizione». L’occasione è stata preziosa ed ha permesso ai rappresentanti del CNF di illustrare le innumerevoli attività nelle quali l’Avvocatura istituzionale è impegnata per contribuire a risollevare lo stato della Giurisdizione, i Protocolli in essere con la Corte di Cassazione per la redazione degli atti processuali e la collaborazione avviata con il CSM, anche per favorire una migliore organizzazione degli uffici giudiziari. Il CNF ha avuto modo anche di chiarire alcuni temi sui quali i rappresentanti Coe sono apparsi male informati.
La settimana scorsa, scrive il CNF, «la Commissione europea ha pubblicato lo Scoreboard Justice 2016: l’Italia migliora, se pur in senso relativo, la sua posizione con riguardo ai tempi processuali, ma la collocazione nella classifica generale dei 28 Paesi segna ancora una posizione assai critica».

Scuole forensi. In attesa del varo del regolamento ministeriale previsto dall’articolo 43 della legge di riforma dell’ordinamento (NL n. 295/2016), prendono vita le linee guida condivise per la più efficace organizzazione dei corsi per l’accesso presso le Scuole forensi. I temi specifici sui quali si sta concentrando il lavoro dei Laboratori sono i contenuti formativi, le metodologie didattiche finalizzate ai singoli obiettivi formativi, il sistema delle verifiche intermedie e finali, i criteri di scelta dei docenti e l’organizzazione delle Scuole. Attenzione specifica è dedicata anche al tema della Formazione dei Formatori.