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PROFESSIONE

concorrenza | 25 Marzo 2016

Condanna del CNF: le associazioni di categoria “dicono la loro”

  Con distinti comunicati stampa, pubblicati sui loro siti istituzionali, giovedì 24 marzo 2016, l’Associazione Nazionale Forense (ANF) e l’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) si sono espresse sulla condanna (sentenza n. 1164/2016), da parte del Consiglio di Stato, del Consiglio Nazionale Forense (CNF) per condotte restrittive della concorrenza.  

 

I rilievi dell’ANF … A pochi giorni dalla sentenza n. 1164/2016, con cui il Consiglio di Stato, rigettando le richieste avanzate dal CNF, ha confermato la multa salata comminata all’associazione di categoria dal parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per condotte restrittive della concorrenza, il Segretario Generale dell’ANF, Luigi Pansini, esprime la propria preoccupazione per l’accaduto. In particolare, Pansini ha sottolineato come la notizia della decisione del Consiglio di Stato sia «fonte di grande preoccupazione per l’intera Avvocatura soprattutto in un momento in cui al CNF sono viceversa richieste massima autorevolezza, capacità di ascolto e di seria interlocuzione e nessuna ritrosia o timore rispetto alle novità che i cambiamenti della società impongono anche agli avvocati e alle modalità di esercizio della professione».
Secondo il Segretario Generale, l’Antitrust avrebbe punito una posizione conservatrice, «volta a limitare l’autonomia degli avvocati rispetto alla determinazione del proprio comportamento economico sul mercato e nello svolgimento della professione».
Aumenta, a parere di Pansini, la distanza tra i professionisti ed il loro organismo di rappresentanza, tanto da rendere auspicabile una riforma per legge del CNF.

… e dell’AIGA. Il Presidente dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati, Michele Vaira, ha evidenziato come la decisione del Consiglio di Stato, oltre a determinare un grave pregiudizio economico per il CNF, ponga in rilievo anche la necessità di «un cambiamento di rotta con rideterminazione dei suoi criteri elettivi». Secondo Vaira, la questione relativa alla rappresentanza dell’Avvocatura non è rinviabile e ciò sarebbe provato dalle valutazioni del Consiglio di Stato e dell’AGCM, «tutte sanzionatrici dei provvedimenti assunti dal CNF sui temi della libertà di informazione dei professionisti e di un’effettiva loro libera concorrenza, questi ultimi espressione, necessariamente, di interpretazioni e valutazioni “politiche” che, come tali, devono essere assunte da un organismo che sia realmente e fortemente espressione della base dell’avvocatura». A chiosa del comunicato, Vaira ha sottolineato come le condotte sanzionate dall’AGCM, seppur contestate dall’AIGA E discutibili, abbiano prodotto effetti limitati sull’effettività della concorrenza nell’ambito forense.