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PROFESSIONE

professione forense | 10 Marzo 2016

Cassa Forense e CENSIS presentano il Rapporto sullo Stato dell’Avvocatura italiana

Mercoledì 9 marzo 2016, il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è intervenuto alla giornata di incontri con gli Ordini e le associazioni di categoria, organizzata da Cassa Forense, a Roma. Presentato, nel corso dell’evento, il Rapporto sullo Stato dell’Avvocatura italiana, elaborato dal CENSIS in collaborazione con Cassa Forense.

Gli avvocati secondo i cittadini. Lo scorso 9 marzo, durante la giornata di incontri con gli Ordini e le associazioni di categoria, organizzata da Cassa Forense, è stato presentato il Rapporto sullo Stato dell’Avvocatura italiana, elaborato dal CENSIS in collaborazione con Cassa Forense.
Ciò che è emerso, dal rapporto presentato, è che «per il 60% degli italiani l’immagine degli avvocati è danneggiata dal cattivo funzionamento del sistema giudiziario. Il 51% dei cittadini ha rinunciato a far valere i propri diritti a causa delle sue inefficienze».
La professione forense, secondo i dati del CENSIS, non ha cessato di essere un’attività prestigiosa, ma certamente non occupa più i primi posti della classifica.
Per gli italiani la professione forense offre indubbi vantaggi, come l’autonomia nell’organizzazione dell’attività (81%), i guadagni elevati (74%) e la dinamicità (82%); ma l’attività dell’avvocato, per molti degli interpellati, presenta anche svantaggi, come per esempio la necessità di aggiornamento continuo (83%), l’eccessiva concorrenza (74%) la scarsa capacità di innovazione (56%).
Per il 75% degli italiani, poi, il sistema giudiziario non tutela pienamente i diritti fondamentali dei cittadini, molti dei quali (57%) ritengono che ci sia stato un progressivo peggioramento nel tempo.

Gli avvocati secondo gli avvocati. Il Rapporto del CENSIS illustra anche i risultati di un’indagine «sull’autopercezione della professione», condotta su un campione di circa 8 mila avvocati.
La categoria, appare, dai dati emersi, provata dalla crisi degli ultimi anni. Infatti «solo il 30% degli avvocati italiani è riuscito a mantenere stabile il fatturato dell’attività professionale nell’ultimo biennio, per il 44% è diminuito (e la percentuale sale al 49% tra gli avvocati del Mezzogiorno), mentre solo il 25% lo ha visto aumentare».
La specializzazione prevalente è quella civilistica.

La «proletarizzazione dell’avvocatura». Il Presidente di Cassa Forense, Nunzio Luciano, ha ricordato che con il nuovo Regolamento per l’assistenza, l’Ente mette a disposizione dei professionisti in difficoltà circa 64 milioni di euro. Il numero uno di Cassa Forense, inoltre, ha parlato di una «proletarizzazione dell’avvocatura», con oltre 100 mila professionisti con redditi inferiori ai 10 mila euro annui.
Luciano, infine «ha manifestato la sua preoccupazione sul problema dei “Soci di Capitale” in rapporto alla redditualità delle nuove sinergie professionali».

La necessità di «implementare una funzione stragiudiziale». All’evento è intervenuto anche il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il quale ha posto in luce la necessità di «implementare una funzione stragiudiziale», che rappresenta, secondo il Guardasigilli, un’opportunità per i professionisti.
Il numero uno di via Arenula ha escluso che sia possibile equiparare la professione forense ad un altro tipo di somministrazione di servizi, ma ha ribadito «l’esigenza di promuovere una dinamica di modernizzazione».
In merito al contributo unificato, Orlando ha negato che lo stesso sia tra i più alti della media europea, evidenziando come i costi siano diminuiti grazie all’utilizzo delle modalità telematiche.

Il «simulatore di pensione». Durante l’evento è stata effettuata una dimostrazione operativa sul «Simulatore della pensione», uno strumento con cui è possibile simulare il calcolo della pensione di vecchiaia retributiva, considerata sia l’anzianità contributiva maturata al momento del pensionamento sia i redditi presunti da utilizzare per il calcolo.