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PROFESSIONE

avvocati | 01 Marzo 2016

Esami di Stato? Una lotteria: parola dell’ANAI

Con un comunicato stampa del 29 febbraio 2016, l’Associazione Nazionale degli Avvocati Italiani (ANAI) ha espresso forti critiche all’attuale percorso formativo e selettivo che porta all’abilitazione all’esercizio della professione forense. L’Organismo ha avanzato delle proposte per un diverso percorso selettivo.  

Un percorso selettivo più rigoroso. Con un comunicato stampa del 29 febbraio, l’Associazione nazionale avvocati ha proposto un diverso percorso selettivo per coloro che vogliano intraprendere la professione forense.
Il numero uno dell’ANAI, Maurizio De Tilla, ha rilevato come l’esame di abilitazione finale sia «il sigillo finale di un percorso rigoroso in base ad una scelta definitiva per il professionista».
L’iter verso la professione, secondo De Tilla, dovrebbe essere strutturato diversamente, a partire dalla formazione universitaria; sono necessari, sostiene l’ANAI, il numero programmato all’Università, con selezione al quarto anno, e un quinto anno specialistico per la professione forense.
Dopo il conseguimento della laurea, De Tilla auspica la previsione di un anno e mezzo di tirocinio continuativo, alternato ad una formazione adeguata, di tipo francese, e possibilmente sovvenzionata dallo Stato.
Un tempo, ha rincarato il Presidente dell’ANAI, i laureati in giurisprudenza, dopo un anno di pratica forense, sostenevano un esame ed acquisivano il titolo di procuratore legale; in seguito, dopo sei anni, diventavano avvocati e i professionisti non erano più di quarantamila.
Oggi, invece, il percorso per il conseguimento del titolo è più breve, dal momento che, dopo diciotto mesi di pratica, si accede direttamente all’esame di avvocato, che è, secondo De Tilla, una lotteria «per la disuguaglianza delle sedi e delle Commissioni esaminatrici».
L’esame di Stato sarebbe caratterizzato, ha chiosato l’ANAI da non poche copiature, durante la fase scritta, e raccomandazioni, in sede di prove orali.
E’ necessario, perciò, un diverso percorso selettivo, dal momento che «gli esami di abilitazione non sono più attendibili».