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PROFESSIONE

compenso professionisti | 25 Febbraio 2016

In Gazzetta Ufficiale i compensi per i professionisti delegati dal giudice dell’esecuzione

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio 2016, il decreto del Ministero della Giustizia, del 15 ottobre 2015, n. 227, recante il regolamento sulla determinazione e la liquidazione dei compensi per le operazioni delegate dal giudice dell’esecuzione, ai sensi degli artt. 169-bis e 179-bis delle disposizioni relative all’attuazione del codice di procedura civile.

Entrata in vigore del provvedimento prevista per il 10 marzo. Il provvedimento di fresca pubblicazione determina i compensi per i professionisti delegati dal giudice dell’esecuzione, di cui agli artt. 534-bis e 591-bis c.p.c., in ossequio a quanto previsto dagli artt. 169-bis e 179-bis delle disposizioni attuative del citato codice di rito.
L’art. 2 del decreto indica i criteri per la determinazione del compenso nell’espropriazione forzata immobiliare, a seconda dell’ammontare del prezzo di aggiudicazione o del valore di assegnazione.
In particolare, il compenso, per le attività comprese tra il conferimento dell’incarico e la redazione dell’avviso di vendita (compreso lo studio della documentazione), per le attività svolte successivamente alla redazione dell’avviso di vendita e nel corso del trasferimento della proprietà e per gli adempimenti relativi alla fase di distribuzione, sarà di 1000 euro nelle ipotesi in cui il prezzo di aggiudicazione o il valore di assegnazione sia inferiore a 100 mila euro; diversamente, nel caso venga superata la citata soglia, ma si resti entro le 500 mila euro, il compenso sarà pari a 1500 euro.
Ove il prezzo di aggiudicazione o il valore di assegnazione sia superiore a 500 mila euro, al professionista spetterà un compenso pari a 2000 euro.
Il decreto conferisce al giudice la facoltà di aumentare o ridurre l’ammontare del compenso, in misura non superiore al 60%, contemplando anche l’elargizione di un rimborso forfettario delle spese generali, pari al 10% dell’importo del corrispettivo.
Il comma 5, dell’art. 2, precisa che l’ammontare complessivo del compenso e delle spese generali non può essere superiore al 40% del prezzo di aggiudicazione o del valore di assegnazione.
L’art. 3, inoltre, definisce i criteri per la determinazione del compenso nei casi di espropriazione forzata di beni mobili iscritti nei pubblici registri.
Il provvedimento di fresca pubblicazione dispone, infine, l’abrogazione del decreto ministeriale n. 313/1999 (art. 4).

 



Qui il decreto del Ministero della Giustizia del 15 ottobre 2015, n. 227; pubblicato in G.U. del 24 febbraio 2016, n. 45