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PROFESSIONE

professione forense | 16 Febbraio 2016

Il diritto alla difesa non può prescriversi: così Mascherin ai penalisti

  «La prescrizione nasce come istituto di civiltà, non dovendo il cittadino rimanere ostaggio a tempo indeterminato della pretesa punitiva dello Stato». «Noi avvocati abbiamo il compito di superare il populismo anche facendo chiarezza sul vero significato degli istituti del processo in un ordinamento democratico». Così il Presidente del CNF, Andrea Mascherin, durante il suo intervento al convegno organizzato a Verona lo scorso 13 febbraio dall’Unione Camere penali per inaugurare l’Anno giudiziario dei penalisti.

 

Inaugurazione Anno giudiziario dei penalisti: prescrizione al centro del confronto tra avvocati e magistrati. Il convegno organizzato a Verona lo scorso 13 febbraio dall’Unione Camere penali per inaugurare l’Anno giudiziario dei penalisti si è aperto con le relazioni del Primo Presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio e del Presidente del CNF Andrea Mascherin.
Tema al centro del confronto tra avvocati e magistrati è la prescrizione.
Il Presidente del CNF richiama in particolar modo l’attenzione sulla «necessità di una forte qualificazione tecnica di avvocati e magistrati, il recupero della centralità del processo nel tribunale ed il rispetto dell’autonomia ed indipendenza di avvocati e magistrati».
Invece, il Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione ha incentrato la sua relazione sugli elementi che dovrebbero ancorare la legittimazione della magistratura: «autorevolezza della decisione, perché tecnicamente forte; etica del limite e deontologia; buon funzionamento della macchina giudiziaria».
Ricorda, poi, Canzio come «positiva e da proseguire è l’esperienza dei Protocolli per la sinteticità degli atti e il principio di autosufficienza, che aiuteranno anche a garantire tempi e prevedibilità della decisione».
A concludere la giornata l’intervento del Presidente dell’Unione Camere penali, Beniamino Migliucci, il quale ha «rivendicato» all’Avvocatura anche il compito di «reclamare minor timidezza della politica rispetto alla magistratura», ponendo l’attenzione su temi spinosi quali la prescrizione; le misure di prevenzione; le sirene del populismo ondivago, che porta a intervenire o non intervenire sul codice penale e di procedura; la consapevolezza che il carcere è fonte di recidiva e, per questo, un costo sociale.

Associazioni forensi specialistiche al lavoro su specializzazioni, sinteticità degli atti e negoziazione assistita. Specializzazioni, sinteticità degli atti e negoziazione assistita, questi i tre temi che impegnano l’Avvocatura e suoi quali sono stati avviati i gruppi di lavoro formati dalle Associazioni specialistiche maggiormente rappresentative, riunite a Roma lo scorso 11 febbraio.
In tale occasione, il Presidente del CNF ha fatto il punto della situazione sulle novità intervenute: «l’udienza del Tar del Lazio che dovrà esprimersi sui ricorsi sul dm specializzazioni il prossimo 9 marzo; il lavoro avviato al Ministero della Giustizia per conferire cornice normativa al principio di sinteticità degli atti processuali; le opportunità normative che si stanno aprendo per rafforzare l’istituto della negoziazione assistita».