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previdenza | 04 Dicembre 2015

Le Casse di previdenza dei professionisti, lo schema di regolamento per le Casse e il Consiglio di Stato

di Paolo Rosa - Avvocato

Quando si attendeva la pubblicazione del regolamento ministeriale per la gestione finanziaria delle Casse previdenziali, è intervenuto il parere del Consiglio di Stato del 24 settembre 2015 che ha sospeso ogni pronuncia sullo schema di regolamento in esame in attesa che il Ministero dell’Economia e delle Finanze provveda ad acquisire e trasmettere il parere dell’Autorità di vigilanza sui contratti (ANAC) in ordine alla questione relativa all’applicabilità o meno delle disposizioni del codice degli appalti (d.lgs. n. 163/2006) alle procedure di selezione dei gestori e dei depositari nell’ambito della gestione indiretta delle risorse finanziarie degli enti previdenziali di che trattasi …

Le Casse di previdenza dei professionisti:

Quadro normativo recente – DM 166 e Schema di regolamento per le Casse

Quadro normativo recente – Obiettivi della nuova regolamentazione

(Fonte: Giovanni Di Marco, Le proiezioni attuariali nell’ottica dell’Asset Liability Management, Roma 26 ottobre 2015.

 

Io ho già trattato il tema nel mio articolo Casse previdenziali, arrivano le regole per la gestione finanziaria (Diritto e Giustizia, 21 novembre 2014).
Quando si attendeva la pubblicazione del regolamento ministeriale per la gestione finanziaria delle Casse previdenziali, è intervenuto il parere del Consiglio di Stato del 24 settembre 2015 che ha sospeso ogni pronuncia sullo schema di regolamento in esame in attesa che il Ministero dell’Economia e delle Finanze provveda ad acquisire e trasmettere il parere dell’Autorità di vigilanza sui contratti (ANAC) in ordine alla questione relativa all’applicabilità o meno delle disposizioni del codice degli appalti (d.lgs. n. 163/2006) alle procedure di selezione dei gestori e dei depositari nell’ambito della gestione indiretta delle risorse finanziarie degli enti previdenziali di che trattasi.

Migliori risultati possibili sul piano della reddittività degli investimenti con il minimo rischio. A prescindere da questo rilievo, è pacifico che lo schema di decreto sottoposto all’esame del Consiglio di Stato si propone di tracciare un quadro di riferimento prudenziale per gli Enti previdenziali interessati, nei confronti dei quali vengono dettate specifiche disposizioni allo scopo di regolarne l’attività in modo da assicurare una gestione delle risorse finanziarie disponibili finalizzata a realizzare i migliori risultati possibili sul piano della reddittività degli investimenti con il minimo rischio, con l’obiettivo di conservare e rafforzare la capacità patrimoniale e la stabilità finanziaria di detti enti e garantire, in definitiva, la tutela degli interessi degli aderenti, obbligatoriamente tenuti ad iscriversi.
Ne consegue che l’intero impianto del regolamento si muove sostanzialmente nel solco di principi ispirati al concetto di gestione prudenziale delle risorse e di sana amministrazione, nonché di elevata professionalità degli operatori per ottimizzare il rapporto reddittività – rischio anche mediante specifiche restrizioni e limiti quantitativi degli investimenti in taluni servizi sempre con l’obiettivo di diversificare l’impiego delle risorse e di ridurre il rischio.
Il Consiglio di Stato rileva poi che il concerto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per il suo stesso contenuto che lo distingue da un mero parere eventualmente espresso dai Ministeri non concertanti, dovrebbe essere sottoscritto dall’Organo politico o, quantomeno, d’ordine del Ministro, mentre reca la firma del Capo dell’Ufficio legislativo del Dicastero.
Per il Consiglio di Stato la gestione indiretta non dovrebbe essere esentata dal ricorso a procedure di evidenza pubblica dal momento che il servizio affidato al gestore non sembra rientrare tra quelli indicati nell’art. 19, comma 1, del codice degli appalti, ne può considerarsi ricompreso tra i servizi finanziari in senso proprio perché la sola procedura di evidenza pubblica è in grado di assicurare un’adeguata tutela degli interessi dell’Ente previdenziale e degli aderenti e il perseguimento degli obiettivi indicati, nonché di garantire appieno il controllo sui procedimenti di esternalizzazione.
Per il Consiglio di Stato destano perplessità le previsioni contenute nell’art. 8, comma 4, (investimenti e operazioni consentiti) e nell’art. 9, commi 3 e 8, (limite agli investimenti).
La prima disposizione ora richiamata, nel momento in cui tende a fissare limiti e garanzie rispetto all’esposizione a rischio finanziario consente tuttavia l’utilizzo dei cd. “derivati” che appare ex sé (tenuto conto anche delle drammatiche esperienze che hanno segnato l’economia internazionale negli ultimi anni) un investimento ad alto rischio.
Per il Consiglio di Stato sarebbe quindi risultato assai più congruo stabilire anziché limiti agli investimenti l’esclusione tout court dell’uso dei derivati.
Ugualmente per la possibilità di investire in commodities laddove si consideri che l’investimento sulle merci ha rappresentato costantemente e costituisce tuttora un sistema di speculazione finanziaria ad alto rischio considerate le continue oscillazioni dei prezzi conseguenti alle vicende più disparate ed imprevedibili, cui le merce sono di regola sottoposte nei mercati nazionali ed internazionali.
Rilevo che i cd. “derivati” hanno soprattutto una funzione protettiva e quindi almeno questa funzione, che si inserisce nella tutela dal rischio, dovrebbe essere consentita.
La strada per l’approvazione è quindi ancora lunga.