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elezioni dei consigli | 09 Luglio 2015

Regolamento elettorale, l’ANF chiede un confronto con Orlando

  Mercoledì 8 luglio, l’Associazione Nazionale Forense ha diffuso sul proprio sito istituzionale un comunicato stampa, in cui è stato chiesto un incontro formale con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando per affrontare la situazione caotica creatasi dopo la bocciatura del regolamento elettorale da parte dei Giudici amministrativi.

 

Necessario un confronto. Il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini ha chiesto un incontro formale al Ministro della Giustizia Andrea Orlando per affrontare la situazione creatasi dopo le sentenze del TAR che hanno bocciato il regolamento sulle elezioni dei Consigli degli ordini circondariali forensi.
L’ANF denuncia una condizione di caos: «vi sono ordini circondariali dove si sono svolte le operazioni elettorali e ordini dove non si è ancora votato, altri i cui risultati elettorali sono stati impugnati dinanzi al CNF e altri nei quali, invece, non vi è stata alcuna contestazione». In più, altri Consigli, come quello di Brescia, hanno indetto le elezioni proprio in seguito alle sentenze del TAR.
Comunicazione tra le parti in causa. È necessario, quindi, che il Ministro ricomponga «la comunicazione tra il Ministero stesso, il CNF e le associazioni forensi», per affrontare i problemi tecnici, amministrativi e politici, in modo da poter dare all’Avvocatura un procedimento elettorale democratico e legittimo.
Innanzitutto, bisogna ripristinare la piena attività amministrativa delle istituzioni forensi senza limitazioni o riserve: questa è una «condizione preliminare per poi avviare un necessario cambio di registro, che eviti l’attuale e diffuso proliferare del contenzioso tra Ministero e CNF da un lato ed Ordini ed Associazioni dall’altro».
In questo modo, continua Pansini, sarà possibile restituire l’immagine reale degli avvocati, cioè dei professionisti capaci di risolvere i problemi delle imprese, delle istituzioni e dei cittadini, non «una categoria che ha difficoltà a risolvere i problemi propri».