Utilizzando il nostro sito web, si acconsente all'uso dei cookie
anche di terze parti.


Modifica l'impostazione dei cookie

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
sabato 18 novembre 2017
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
PROFESSIONE

mediazione | 22 Aprile 2015

Il Consiglio di Stato ripristina l'obbligo di versare le spese di avvio della mediazione

di Fabio Valerini - Assegnista di ricerca in diritto processuale civile

  Buone notizie per la mediazione civile dal momento che il Consiglio di Stato, con l'ordinanza cautelare n. 1694 depositata oggi, 22 aprile 2015, ha sospeso, nei limiti di cui alla motivazione, la sentenza del TAR Lazio n. 1351 del 2015.

(Consiglio di Stato, sez. IV, ordinanza n. 1694/15; depositata il 22 aprile)

 

Cosa aveva stabilito il TAR Lazio. Si trattava della nota sentenza che aveva dichiarato l'illegittimità dell'obbligo per le parti di corrispondere le spese di avvio del procedimento di mediazione tutte le volte in cui il primo incontro di mediazione (così come previsto dal decreto del Fare) si concludeva negativamente.
Per fortuna, sebbene ancora a titolo cautelare, la sez. IV del Consiglio di Stato ha ritenuto che l'appello proposto dall'Avvocatura dello Stato per conto del Ministero della Giustizia e del Ministero dello Sviluppo economico sia assistito dal fumus boni iuris.
Onorario. Ed infatti, per i giudici di Palazzo Spada, quando il legislatore ha voluto esonerare le parti dal pagamento del compenso della mediazione quando il primo incontro si chiude negativamente, ha inteso esentare quelle parti soltanto con riferimento all'«onorario del mediatore per l’intero procedimento di mediazione».
E spese di avvio. Viceversa, rimangono escluse dall'esonero le spese di avvio – le quali a tenore del censurato comma 2 dell’art. 16 comprendono, a loro volta, da un lato le «spese vive documentate» e dall’altro le spese generali sostenute dall’organismo di mediazione – che «ad avviso della Sezione effettivamente non appaiono prima facie riconducibili alla nozione di “compenso” di cui alla disposizione di fonte primaria dianzi citata».
Quali conseguenze? Ne deriva che, da oggi, le parti dovranno versare all'organismo di mediazione le spese di avvio nonché corrispondere le spese vive documentate (come ad esempio il costo delle raccomandate).
Inoltre, per effetto dell'ordinanza, si spera che gli organismi di mediazione che avevano “ovviato” (illegittimamente) all'inconveniente derivante dalla sentenza del TAR Lazio non chiedano o pretendano più quelle somme che a vario titolo ritenevano di chiedere (facoltativamente od obbligatoriamente) e riprendano altresì a svolgere tutte quelle attività che qualificano l'attività di mediazione (come ad esempio l'invio alla controparte della nomina del mediatore e della data del primo incontro).