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PROFESSIONE

amministrazione della giustizia | 19 Gennaio 2015

Il Ministro Orlando illustra luci ed ombre dell’anno giudiziario appena passato

    Nella giornata di lunedì 19 gennaio 2015, a pochi giorni dalla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in Corte di Cassazione, il guardasigilli Andrea Orlando ha presentato alla Camera dei deputati la relazione annuale sull’amministrazione della giustizia nel 2014 e le linee di intervento che ispirano l’azione del Ministero e del Governo. L’auspicio del Ministro è che «questa stagione possa dirsi chiusa e che grazie al contributo di tutti, pur nel pieno rispetto delle differenze politiche e della normale distinzione tra maggioranza e opposizione, si possa riuscire insieme ad aggredire i mali che rendono il nostro sistema giudiziario uno degli elementi di debolezza del nostro Paese».

 

Il metodo del dialogo. «Con questo spirito ho sin dall’inizio operato, facendo del metodo del dialogo un elemento fondamentale per la mia azione e affrontando da subito quelle che unanimemente erano ritenute le emergenze più gravi, in particolare quella carceraria, l’avvio del processo civile telematico obbligatorio, e l’abbattimento dell’arretrato civile.»
«Pieno», continua il guardasigilli, «è stato il coinvolgimento della magistratura e dell’avvocatura, del personale amministrativo e della polizia penitenziaria, di tutti gli operatori del servizio giustizia e delle loro rappresentanze, nei numerosi tavoli e gruppi di lavoro che ho promosso nel corso di questi mesi».
Queste le parole con cui il guardasigilli ha esordito nel suo intervento alla Camera.
Cercheremo in questa sede di dare voce ad alcune delle tante considerazioni emerse dall’intervento del Ministro Orlando sui temi più accesi della giustizia in Italia nel 2014.
L’arretrato civile e gli interventi di degiurisdizionalizzazione. Recente è la visita del vicepresidente della Commissione Europea, Jyrki Katainen, il quale ha pienamente riconosciuto la bontà delle nostre riforme in materia civile.
La riforma, precisa il guardasigilli, si compone d’interventi che incidono complessivamente sull’intero sistema.
Il Ministro spiega, dunque, il perché si è deciso di assumere delle priorità e partire dalla giustizia civile, tema per vent’anni assente dal dibattito pubblico e “schiacciato” dalla polemica politica impernata attorno alla giustizia penale.
Questo il motivo per cui la scelta è stata quella di partire dalla giustizia civile, «poiché essa rappresenta il terreno di contatto quotidiano tra il cittadino e l’amministrazione della giustizia e la sua inefficienza pesa in maniera decisiva e diretta sul crollo del senso di legalità, sulla sfiducia nel sistema giudiziario e nei vari soggetti che compongono la giurisdizione». «Dobbiamo e vogliamo farlo per impedire che lo Stato ceda il passo ad altri soggetti, non sempre collocati nell’alveo della legalità, nella risoluzione dei conflitti».
Dall’analisi dei fascicoli pendenti al 30 giugno 2014, i dati, pur dando conto di un trend di diminuzione costante dell’arretrato dal 2009 ad oggi, mostrano che rimane comunque elevato il livello del carico di lavoro dei Tribunali. Tale circostanza si traduce, a parere del guardasigilli, in un allontanamento nel tempo della risposta di giustizia ai cittadini e alle imprese. «Siamo intervenuti per questo con il decreto legge 132/2014, con il quale, per ottenere una immediata riduzione del numero dei processi, si è compiuta una scelta a favore di strumenti di definizione stragiudiziale delle liti, in particolare l’arbitrato e la negoziazione assistita da avvocati, oltre a divorzi e separazioni consensuali davanti al Sindaco».
Il Ministro: «la riforma è una sfida per tutti e richiama ognuno di noi all'esigenza del cambiamento. E' un’occasione per le Magistrature, per l’Avvocatura, per il personale giudiziario, e per l'insieme dei soggetti che a vario titolo compongono il sistema giustizia.»
Richiama sul punto anche le misure adottate per disincentivare il ritardo nei pagamenti e le liti temerarie, attraverso l’aumento del saggio di interessi in pendenza di giudizio, e la tassatività dei casi di compensazione delle spese di lite.
Infine, per rafforzare la tutela del credito, vi è stato un intervento sul processo esecutivo, che consente al creditore una più celere ed efficace individuazione dei beni del debitore da pignorare, che potranno essere cercati mediante accesso a banche dati pubbliche.
Altri interventi in materia civile. In materia civile, il guardasigilli ricorda, altresì, che il 29 agosto 2014 il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge avente ad oggetto la delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile che si muove lungo quattro fondamentali linee:
1) specializzazione dell’offerta di giustizia, attraverso l’ampliamento delle competenze del tribunale dell’impresa, e l’istituzione del tribunale della famiglia e delle persone;
2) accelerazione dei tempi del processo civile, razionalizzando i termini processuali, semplificando i riti, dando un ruolo centrale alla prima udienza, potenziando il carattere impugnatorio dell’appello, accelerando i tempi del giudizio in Cassazione, mediante un uso più diffuso del rito camerale;
3) introduzione del principio di sinteticità degli atti di parte e del giudice;
4) adeguamento delle norme processuali al processo civile telematico.
L’organizzazione e il miglioramento delle performance. Molte misure sono state assunte nel campo dell’organizzazione. Qui elencheremo molto brevemente quelle riportate nell’intervento, senza soffermarci sulle parole spese dal Ministro su ognuna di esse.
Lo schema di regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia, con cui sono ridotti da 61 a 37 i dirigenti generali, e si opera una ulteriore diminuzione del numero dei dirigenti di livello non generale, con un risparmio di spesa complessivo stimato in oltre 64 milioni di euro.
Con il d.l. 90/2014 è stato promosso l’ufficio per il processo.
Un nuovo strumento di conoscenza dell’arretrato, per meglio affrontarlo, è stato elaborato dal DOG (dipartimento organizzazione giudiziaria); si tratta del "progetto Strasburgo2".
Importanti sono i risultati riscontrati a seguito della riforma della geografia giudiziaria. L’attività di questo anno si è concentrata nel completamento della riforma, specie per quel che riguarda gli uffici del giudice di pace.
Si proseguirà, quindi, con la programmazione dei progetti best practices per il 2014-2020.
Una novità sarà la gestione dei fondi europei. «Per la prima volta il Ministero della giustizia sarà centro di coordinamento dei fondi strutturali, con i quali sarà garantita la possibilità di gestione di fondamentali progetti».
Informatizzazione e digitalizzazione. «L’obbligatorietà del processo civile telematico, a partire dal 30 giugno 2014, ha costituito certamente una delle più importanti novità dell’anno passato». Questo l’entusiasmo espresso dal Ministro.
«La scelta del processo civile telematico si è rivelata fonte di risparmio di spesa, ma soprattutto - vorrei sottolinearlo - motore di un positivo cambiamento culturale, avendo innescato processi virtuosi di collaborazione tra le varie componenti territoriali dell’avvocatura, della magistratura e del personale amministrativo. Soggetti, a cui va riconosciuta la capacità di avere accolto questa sfida e di avere operato per vincerla.»
«Si proseguirà», conclude il guardasigilli, «con l’informatizzazione avanzata anche per il penale, dove hanno avuto avvio le notifiche penali on line lo scorso 14 dicembre, con buona risposta da parte degli uffici coinvolti».
Personale amministrativo. Particolare attenzione è stata rivolta al personale amministrativo. «Le non felici condizioni attuali hanno provocato un processo di invecchiamento del personale, situazione che impone interventi rapidi».
L’attuazione della legge forense. «Il confronto con l’Avvocatura è stato uno dei tratti maggiormente caratterizzanti di questi primi 10 mesi di Governo».
Pubblicati i decreti sui parametri per la liquidazione dei compensi e sulle modalità di elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi, anche il regolamento relativo al conseguimento e mantenimento del titolo di avvocato specialista ha ricevuto tutti i pareri richiesti e verrà licenziato a breve dal Ministero.
Stanno concludendo l’iter di adozione i regolamenti che riguardano: forme di pubblicità del codice deontologico; forme di pubblicità per l’avvio dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione; modalità di accertamento dell’effettivo esercizio della professione.
Sul tema della formazione giuridica e dell'accesso alla professione il Ministro ha avviato un confronto con il Ministero dell'Università e della Ricerca.
Infine, saranno trasmessi per i pareri prescritti nel termine del febbraio 2015, i regolamenti di disciplina delle modalità di svolgimento del tirocinio e per l’accesso alla professione.
«In tale materia quindi possiamo dire che nei mesi del mio mandato è stato raggiunto l’obiettivo di dare completa attuazione ad una così rilevante normativa relativa al funzionamento della professione forense».
La razionalizzazione della spesa. Particolare attenzione è stata dedicata nell’assicurare la razionalizzazione della spesa senza far mancare il supporto alle riforme in atto. Nella legge di stabilità per il 2015 è stata prevista la costituzione di un nuovo fondo destinato all’informatizzazione del processo civile e all’efficienza degli uffici.
Giustizia penale. «L’azione nell’ambito della giustizia penale è stata in primo luogo indirizzata al potenziamento degli strumenti di contrasto alle più gravi forme di criminalità, in special modo al fenomeno mafioso, ai reati economici, e da ultimo, con eccezionale urgenza e gravità, si è riproposto il tema del potenziamento dei meccanismi di prevenzione e repressione del terrorismo internazionale».
Qui ricordiamo solo alcuni dei più salienti interventi effettuati lo scorso anno in materia di giustizia penale.
Particolarmente sentita è stata l’esigenza di un più efficace contrasto alla corruzione, si è imposto, quindi, un intervento mirato a perfezionare gli strumenti di prevenzione e di repressione di un fenomeno criminale che produce effetti devastanti.
Altro intervento importante, al fine di rafforzare l’azione di prevenzione, è stata la previsione dell’informativa obbligatoria al presidente dell’Anac in ordine all’esercizio dell’azione penale.
La tutela dei mercati, della libera concorrenza e della rinnovata fiducia di investimenti anche dall’estero hanno, inoltre, determinato la ridefinizione delle fattispecie di c.d. falso in bilancio, rafforzandone l’incriminazione secondo criteri di offensività.
Queste le linee di proposta che il Governo sottopone ad un dibattito parlamentare che il Ministro spera possa concludersi rapidamente.
«L’anno trascorso è stato occasione di una importante ricorrenza per il nostro paese, l’anniversario di “dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria, grande pensatore italiano tra i più conosciuti all’estero.» «Consapevoli di questa importante eredità, incarnata nobilmente anche dai nostri Padri Costituenti, la filosofia di azione del mio Ministero ha lo scopo di riportare il diritto penale nel suo alveo naturale di strumento da utilizzare laddove le altre sanzioni risultano non efficaci a prevenire e scoraggiare un fenomeno».
Il carcere. «La nuova strategia, frutto del lavoro degli ultimi Governi e del Parlamento, va incontro alle Raccomandazioni del Consiglio d'Europa in favore delle sanzioni di comunità, pene che non contemplano soltanto la segregazione del condannato dal consorzio civile, ma che hanno anche l'obiettivo di recuperare il rapporto e la relazione tra l'autore del reato e il contesto sociale».
In quest’ottica, sono state rafforzate e ampliate le misure alternative alla detenzione. Ai vari provvedimenti del Governo, tesi a ridurre i flussi in entrata, a incrementare le misure alternative alla detenzione e porre in essere i rimedi interni richiesti dalla Corte EDU, si è accompagnata un'importante attività legislativa d’iniziativa parlamentare. «Il completamento di questo disegno, ed è questo il mio auspicio, esige una rapida approvazione della riforma della custodia cautelare giacente in parlamento che sarà in grado di contribuire alla stabilità del sistema».
Gli effetti di tali provvedimenti legislativi si desumono dalla rilevante diminuzione del numero dei detenuti presenti in carcere. «Al 31 dicembre 2014 i detenuti presenti nelle carceri italiane erano 53.623, dato oramai stabilizzato da qualche mese. A dicembre del 2013 erano 62.536, mentre al momento della condanna da parte della Corte europea erano oltre 66.000 e nel corso del 2010 si erano registrate quasi 70.000 presenze. Contemporaneamente sono aumentate le misure alternative alla detenzione sino ad arrivare al 31dicembre 2014 a 31.962.»
Nelle prossime settimane saranno indetti gli Stati Generali sul carcere, cui saranno chiamate a partecipare tutte le energie istituzionali e sociali necessarie per avviare un profondo processo di cambiamento. Per favorire tale cambiamento, fin dall’inizio, il Ministro ha richiesto ed ottenuto la collaborazione delle istituzioni regionali.
Responsabilità civile magistrati. «Credo che un’opera di grande trasformazione della giustizia, non avrebbe la necessaria organicità se non si ponesse - oltre all’obiettivo di rafforzare la sicurezza dei cittadini e delle attività economiche, la certezza e la tempestività delle decisioni – anche la tutela delle posizioni lese da un erroneo esercizio della giurisdizione.» La proposta legislativa del Governo trae spunto da un’obiettiva necessità, quella di rispondere ad una procedura d’infrazione aperta dalla Commissione europea che riguarda l’aspetto della violazione del diritto comunitario da parte dei giudici, e della conseguente responsabilità dello Stato.
Il Governo, afferma il guardasigilli, ha contrastato qualsiasi ipotesi che possa comprimere l’autonomia del magistrato e la libera espressione della razionale facoltà interpretativa. Da qui la ricerca di un giusto equilibrio che garantisca la più ampia ed effettiva tutela del cittadino da parte dello Stato, e che faccia azionare la rivalsa nei confronti del magistrato, nei casi di sua negligenza inescusabile o dolo.
Il semestre europeo. Impegno prioritario è stato profuso nell’anno 2014 nel settore internazionale, in ragione degli adempimenti derivanti dal semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’unione europea.
In conclusione. Ecco le parole con cui il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha concluso il suo intervento «Il lavoro di questi mesi è stato intenso. Ha riguardato questioni che affliggono la Giustizia italiana da anni. Tuttavia il forte impegno organizzativo e di razionalizzazione, insieme ad alcuni interventi normativi, comincia a mostrare i primi frutti anche grazie ad un’azione avviata da precedenti governi. Confido nel fatto che questo metodo possa continuare a dare frutti positivi.»
«Ognuno di noi in questa crisi è chiamato a dare il meglio di sè per aiutare il Paese a uscire dal guado. Una giustizia efficiente rappresenta un importante obiettivo da raggiungere, poiché tale settore costituisce un’infrastruttura immateriale fondamentale per qualsiasi processo di crescita civile ed economica ed un essenziale pilastro per ogni moderna democrazia. Per questo sento ancora il bisogno di lanciare un appello a tutte le forze politiche, affinché la giustizia non torni a rappresentare un terreno di misera polemica, ma quello di una sfida comune. Una sfida comune, nel più ampio disegno di trasformazione dell'Italia.»