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PCT - prassi | 31 Dicembre 2014

Dubbi sul PCT? Il Ministero della Giustizia mette in circolo le risposte

Il Ministero della Giustizia ha pubblicato, sul proprio sito istituzionale, una circolare della Direzione generale che interviene (integrandola) su quella del 27 giugno 2014 riguardo al PCT. Vengono chiariti i dubbi sollevati in questi mesi in materia di contributo unificato, potere di autentica per i legali e rilascio della formula esecutiva.

 

Sul sito del Ministero della Giustizia è stata pubblicata una circolare del 28 ottobre («Adempimenti di cancelleria conseguenti all'entrata in vigore degli obblighi di cui agli artt. 16 bis e sgg. d.l. 179/2012 e 90/2014»), che va ad integrare, aggiungendo quattro punti, quella del 27 giugno 2014 in materia di processo civile telematico. Le integrazioni si sono rese necessarie in seguito ai quesiti formulati dagli uffici giudiziari e ai risultati ottenuti in questi mesi di tavolo tecnico permanente sul PCT.
Contributo unificato e marche da bollo. Il primo argomento riguarda il pagamento del contributo unificato con marca da bollo: infatti, «si è evidenziata la problematica connessa alle modalità con le quali gli Uffici giudiziari devono provvedere all’annullamento delle marche da bollo utilizzate dalla parte che instaura un procedimento per l’assolvimento del Contributo Unificato». La Direzione generale della giustizia civile ha ritenuto di confermare la prassi, già adottata in alcuni uffici, «di invitare il procuratore della parte, che abbia assolto il Contributo Unificato mediante acquisto dell’apposita marca da bollo, e che abbia provveduto alla scansione della marca stessa ai fini del suo inserimento nel fascicolo informatico, a recarsi presso l’Ufficio giudiziario in modo da consentirne l’annullamento». Infatti, «le marche da bollo devono essere annullate secondo specifiche modalità che le norme sul PCT non hanno modificato né abrogato».
Potere di autentica. Il punto seguente disciplina il potere di autenticazione, da parte del difensore, degli atti contenuti nel fascicolo informatico. Il dubbio consisteva nella possibilità o meno che tale potere di autentica potesse riferirsi anche ad atti e documenti contenuti in fascicoli su procedimenti instauratisi prima dell’entrata in vigore del d.l. n. 90/2014 (che aveva attribuito la facoltà di estrarre con modalità telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti contenuti nel fascicolo informatico, ed il potere di attestare la conformità delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico), o comunque prodotti o depositati in epoca anteriore. Sul punto, il Ministero è molto chiaro: non ci sono dati testuali da cui ricavare distinzioni tra procedimenti instaurati prima del 30 giugno e quelli iniziati dopo. La stessa ratio della norma lo esclude, consistendo nella possibilità di sgravare gli uffici giudiziari «da attività materiali a basso contenuto intellettuale, e nel contempo, di consentire alle parti di avvantaggiarsi delle possibilità offerte dall’utilizzo dello strumento informatico». Perciò, via libera al potere di autentica per tutti gli atti contenuti nei fascicoli informatici, a prescindere dalla data di instaurazione del processo o di deposito dell’atto.
Tutti uguali. Arrivano dei chiarimenti anche sull’applicabilità degli adeguamenti del contributo unificato presso uffici, come quelli del gdp, al momento non interessati dal pct. Netta la risposta del Ministero, secondo cui non è consentita alcuna distinzione circa l’applicabilità degli adeguamenti.
Formula esecutiva. Infine, l’ultimo punto in discussione trattato dalla circolare riguarda il rilascio della formula esecutiva su copia estratta dal difensore: la domanda era se la cancelleria debba proseguire «ad osservare le consuete modalità di rilascio di copia esecutiva, provvedendo essa stessa, su richiesta di parte, all’estrazione della copia stessa, alla sua certificazione di conformità all’originale con contestuale spedizione in forma esecutiva, o, se, piuttosto sia possibile, per il difensore, provvedere in autonomia all’estrazione di copia ed alla sua autenticazione, rivolgendosi alla Cancelleria solo per l’apposizione della formula esecutiva, con conseguente esonero dal versamento di qualsiasi diritto». La Direzione generale ritiene che questa seconda modalità operativa sia da escludere «alla luce di quanto disposto dall’art. 153 disp. att. c.p.c. – norma che non è stata interessata da alcuna recente modifica - che mantiene in capo alla cancelleria l’attività di rilascio della copia in forma esecutiva ex art. 475 c.p.c.». Come già chiarito dall’Ufficio legislativo, «le attività di spedizione e di rilascio della copia esecutiva sono proprie del cancelliere, che deve individuare la parte a favore della quale rilascia la copia». La conseguenza è che, «per il rilascio della copia, in forma esecutiva, di un provvedimento, devono essere percepiti i diritti percepiti di cui all’art. 268 d.P.R. n.115/2002».



Qui la circolare del Ministero della Giustizia del 27 giugno 2014 aggiornata alle modifiche del 28 ottobre 2014