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PROFESSIONE

Abogados e AGCM | 17 Maggio 2013

1.000 euro di sanzione per 5 Ordini forensi, iscrizione all’albo troppo difficile per gli avvocati europei: concorrenza violata

  Il 16 maggio 2013, l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha reso noto di aver concluso il procedimento I745, iniziato il 14 dicembre 2010 per verificare se 12 ordini forensi italiani, nell’imporre adempimenti specifici per l’iscrizione al proprio albo per gli avvocati di altri Paesi europei, non avessero adottato pratiche limitative della concorrenza, in violazione dell’art. 101 TFUE. Sanzione simbolica per i Consigli degli Ordini degli Avvocati di Civitavecchia, Latina, Tempio, Tivoli e Velletri, che hanno posto in essere intese restrittive della concorrenza finalizzate a ostacolare l’accesso degli avvocati comunitari al mercato italiano dei servizi di assistenza legale.

 

Come diventare abogados. Per diventare avvocati in Italia, gli sforzi richiesti sono molti e molti sono gli avvocati. C’è chi sceglie una via più facile per ottenere il risultato, la via spagnola. La Spagna era l’unico Paese europeo dove l’accesso alla professione non era regolamentato, non essendo richiesto alcun esame. Ecco la procedura per aggirare l’ostacolo dell’esame italiano: presentazione del titolo di laurea italiano, le autorità spagnole comunicano al candidato gli esami integrativi che egli deve sostenere presso università spagnole ai fini di ottenere l’omologazione del titolo di laurea italiano con quello spagnolo, cioè la «licencia en derecho». Una volta acquisita la licencia en derecho, il candidato può, sulla base della presentazione di questo solo titolo, ottenere l’iscrizione all’Albo degli Abogados. Successivamente, in base alla normativa comunitaria di libera circolazione, può chiedere l’iscrizione ad un Albo italiano e cominciare così ad esercitare.
Ora la Spagna si è adeguata. Ma ora il problema sembra essere risolto. Con la legge n. 34/2006, la Spagna si è adeguata agli standard europei: a partire dal 2011 è necessario un periodo di formazione professionale ed il superamento di un esame. La vecchia normativa vale ancora per coloro che, laureati prima del 31 ottobre 2011, facciano richiesta di iscrizione all’Albo entro il 31 ottobre 2013.
Il procedimento AGCM. Rispetto a tale pratica, alcuni Ordini forensi hanno cercato di tutelarsi, rendendo più difficile l’accesso agli avvocati stranieri.
L’AGCM ha avviato l’istruttoria nei confronti di 12 Ordini forensi, su segnalazione dell’Associazione italiana avvocati stabiliti e di un Abogados.
Al termine del procedimento I745, è risultato che gli Ordini di Chieti, Matera, Modena, Milano, Roma, Sassari e Taranto, rispetto ai quali era stata aperta l’istruttoria, non hanno violato la normativa antitrust, in quanto si sono limitati ad effettuare verifiche mirate al controllo di posizioni individuali in casi isolati e specifici.
Richiesti requisiti eccessivi: 1.000 euro di sanzione. Invece gli Ordini di Civitavecchia, Latina, Tempio, Tivoli e Velletri sono stati sanzionati con 1.000 euro, cifra simbolica visto che tempestivamente sono state revocate le determinazioni contestate, per aver introdotto nelle delibere, nei regolamenti e attraverso condotte mirate, requisiti generali che vanno al di là di quelli previsti dalla normativa nazionale e comunitaria e che mirano a porre ostacoli all’esercizio della professione legale in Italia da parte degli avvocati comunitari.
Gli adempimenti richiesti agli avvocati stranieri. Tra gli adempimenti richiesti, gli Ordini esigevano: il superamento di una prova «attitudinale» sul diritto italiano; il superamento di un colloquio nella lingua del paese comunitario di provenienza; l’aver comprovato l’effettivo esercizio della professione all’estero per almeno un anno (in un caso la prova doveva essere fornita anche attraverso l’acquisizione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di permanenza all’estero); ai fini dell’iscrizione alla sola Sezione Speciale degli avvocati stabiliti, una tassa una tantum di 1.500 euro oltre alla previsione di un colloquio nella lingua del paese di provenienza.
I Consigli degli Ordini degli Avvocati sono imprese concorrenziali. Gli Ordini, nel corso del procedimento, hanno sostenuto, a vario titolo, di non essere assoggettabili alle sanzioni per violazione della concorrenza, non dovendosi considerare imprese ai sensi della normativa antitrust.
L’AGCM ha osservato che gli avvocati «offrono, dietro corrispettivo, servizi di assistenza legale consistenti nella predisposizione di pareri, di contratti o di altri atti nonché nella rappresentanza e nella difesa in giudizio. Inoltre, assumono i rischi finanziari relativi all'esercizio di tali attività poiché, in caso di squilibrio tra le spese e le entrate, l'avvocato deve sopportare direttamente l'onere dei disavanzi». Risulta quindi evidente che «gli avvocati svolgono un'attività economica e, pertanto, costituiscono imprese ai sensi dell’art. 101 TFUE».