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giustizia | 24 Aprile 2013

Geografia giudiziaria, giudizio anticipato

di Gabriele Ventura

  La Corte Costituzionale gioca d’anticipo sulla nuova geografia giudiziaria. Infatti, la Consulta ha spostato al 2 luglio prossimo l’udienza che era stata fissata per l’8 ottobre 2013 sul ricorso presentato dalla Regione Friuli - Venezia Giulia contro il taglio dei tribunali minori. Una decisione, quella della Consulta, che trova il pieno appoggio dell’avvocatura, che continua la sua dura protesta contro il taglio di quasi 1000 uffici giudiziari.

 

La Corte Costituzionale gioca d’anticipo sulla nuova geografia giudiziaria. La Consulta ha infatti deciso di spostare al 2 luglio prossimo l’udienza che era stata fissata per l’8 ottobre sul ricorso presentato dalla Regione Friuli - Venezia Giulia contro il taglio dei tribunali minori. Sempre il 2 luglio si terrà anche la pubblica udienza su una delle eccezioni del Tribunale di Pinerolo, e il 3 luglio si svolgerà una ulteriore udienza in camera di consiglio, su un'altra eccezione, sempre di Pinerolo. In questo modo il giudizio della Corte Costituzionale in merito ai d.lgs. nn. 155 e 156/2012 sarà emesso prima della definitiva entrata a regime della nuova geografia giudiziaria, prevista per il 13 settembre 2013. Una decisione, quella della Consulta, che trova il pieno appoggio dell’avvocatura, che continua la sua dura protesta contro il taglio di quasi mille uffici giudiziari.
Confermata l’astensione dalle udienze. L’Organismo Unitario dell’Avvocatura, nel confermare le due giornate di astensione dalle udienze previste per il 29 e 30 maggio, e la manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 30 maggio, esprime soddisfazione per l’anticipazione dell’udienza. «E’ una buona notizia per la giustizia italiana», spiega il presidente OUA, Nicola Marino, «accolte, finalmente, le richieste dell’avvocatura sia per l’anticipo dell’udienza dell’8 ottobre, sia per la celere fissazione di quelle sui rinvii del tribunale di Pinerolo. È bene che la Consulta esamini rapidamente questo provvedimento dai chiari profili di illegittimità. Non ha senso continuare, invece, ad accelerare questo processo di smantellamento del sistema con gravi danni per i cittadini, come sta facendo il ministero di via Arenula e diversi presidenti di Tribunale». «Al futuro Governo e al nuovo Parlamento», continua Marino, «chiediamo di intervenire con urgenza per evitare di distruggere la “giustizia di prossimità” e di mortificare interi territori del nostro paese, sia dal punto di vista dei diritti sia sotto quello della competitività economica per le imprese». «L’OUA - conclude Marino - ha inoltre fissato due giornate di astensione con una grande manifestazione a insieme al Coordinamento dei Fori Minori, gli Ordini e le Associazioni forensi, i sindacati dei lavoratori e dirigenti dei Tribunali, i Sindaci e i cittadini interessati dal provvedimento».
Esprime soddisfazione anche l’ANAI, guidata da Maurizio de Tilla. «Rivolgiamo un ringraziamento particolare ai giudici delle legge che hanno accolto i nostri appelli riconoscendo la gravità della situazione. Al nuovo Ministro chiediamo di ascoltare quello che hanno da dire in materia gli operatori della giustizia e gli amministratori locali». L'Associazione Nazionale Avvocati Italiani, intanto, continua ad aggiornare il numero dei rinvii alla Corte Costituzionale: dopo le undici Ordinanze dei Tribunali (Pinerolo (5), Alba, Sulmona, Montepulciano, Sala Consilina, Saluzzo, Urbino) e il ricorso della Regione Friuli, anche il Tribunale di Sanremo, Sezione distaccata di Ventimiglia, e il Giudice di Pace di Rossano hanno rimesso alla Consulta l’esame dell’illegittimità della normativa sulla revisione della geografia giudiziaria.
Venezia chiede il rinvio. L’Ordine degli avvocati di Venezia ha lanciato un appello ad Arturo Toppan, presidente del Tribunale di Venezia, affinché si adoperi col Ministero per scongiurare la chiusura delle sedi staccate dello stesso Tribunale, prevista dal nuovo assetto della geografia giudiziaria. In un documento approvato durante l’ultima riunione del Consiglio dell’Ordine, infatti, si invita «il presidente del Tribunale di Venezia ad attivarsi presso il Ministro di Giustizia al fine di evidenziare le specifiche ragioni organizzative e funzionali che militano a favore del differimento per cinque anni della data di efficacia del d.lgs. n. 155/2012 in relazione agli uffici giudiziari di San Donà di Piave, Dolo e Chioggia». Il parere dell’Ordine degli avvocati di Venezia va ricondotto alla possibilità, prevista dallo stesso decreto legislativo, che il presidente del Tribunale accorpante possa chiedere al Ministro della Giustizia, per specifiche ragioni organizzative o funzionali, di utilizzare gli immobili già adibiti al servizio degli uffici giudiziari delle sedi Distaccate soppresse, per un periodo massimo di cinque anni, previo parere del Consiglio dell’Ordine degli avvocati.