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PROFESSIONE

avvocati | 12 Marzo 2013

Nuovi parametri, Avvocatura in pressing su Via Arenula

di Gabriele Ventura

  OUA, ANF e ANAI chiedono al Ministro della Giustizia di varare urgentemente il decreto di modifica dei parametri delle tariffe degli avvocati, senza aspettare la proposta del CNF.

 

Avvocatura in pressing sul Ministero della Giustizia sui nuovi parametri. OUA, ANF e ANAI chiedono al Guardasigilli, Paola Severino, di varare urgentemente il decreto di modifica dei parametri delle tariffe degli avvocati, sulla stregua delle altre professioni. Via Arenula ha infatti sospeso la pubblicazione del correttivo in attesa della proposta di dm elaborata dal Consiglio Nazionale Forense, come previsto dalla legge n. 247/2012 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense). Ma, secondo le associazioni di categoria, in questo modo l’iter potrebbe anche superare l’anno, e intanto gli avvocati dovrebbero continuare ad applicare i vecchi parametri previsti dal dm n. 140/2012. Ma vediamo nel dettaglio le richieste dell’Avvocatura al Ministro della Giustizia, Paola Severino.
La lettera dell’OUA. L’Organismo Unitario dell’Avvocatura ha inviato, l’11 marzo scorso, una lettera al ministro Severino, chiedendo con urgenza il varo dei nuovi parametri. Secondo il presidente, Nicola Marino, «l’approvazione della legge forense non impedisce al ministero di Via Arenula di licenziare un decreto che ha avuto il parere positivo unanime dell’avvocatura e che è già stato esaminato dal Consiglio di Stato». «L’attuale situazione di crisi economico-finanziaria che ha colpito anche l’avvocatura italiana», scrive Marino nella missiva, «mi costringe a riproporre alla sua attenzione il problema dei parametri che, come potrà ricordare, furono oggetto di correzione, all’esito di una serie di incontri presso il ministero della giustizia, ai quali partecipò l’OUA, oltre ad alcune associazioni di categoria». «In tali occasioni», continua la lettera, «furono concordati parametri migliorativi rispetto a quelli vigenti, per la redazione di un decreto correttivo del dm 140/2012, cui fece seguito la sua relazione al Consiglio di Stato, che espresse relativo Parere n. 161 del 18 gennaio 2013». Secondo L’OUA le disposizioni contenute nella riforma forense, «la cui attuazione dipende da un regolamento, non entrano in vigore sino all’emanazione dello specifico regolamento. Non v’è dubbio, che le norme precedentemente adottate non sono abrogate, la qual cosa allo stato consente al ministro della giustizia di emanare il decreto correttivo dei parametri, secondo lo schema concordato, senza l’acquisizione del parere del CNF».
Il parere di ANF e ANAI. L’Associazione Nazionale Forense chiede al ministro della giustizia l’emanazione dei nuovi parametri «oggi e non tra otto mesi o forse un anno». «Gli avvocati aspettano da mesi la pubblicazione del nuovo decreto ministeriale sui parametri», afferma il segretario generale, Ester Perifano, «per molti di essi la realtà di ogni giorno è sempre più difficile perché nei tribunali italiani un gran numero di professionisti, giovani e non, sta lavorando per poche decine di euro. Il ministero della giustizia dia il via libera al dm già concordato con l'avvocatura a novembre. E il CNF intervenga affinché si sblocchi questa situazione. Lo stallo è inaccettabile, così come l'attesa per l'iter previsto dalla nuova legge forense». «L'approvazione della nuova riforma forense», aggiunge Perifano, «non può essere il pretesto per bloccare questo iter, anzi, è opportuno ribadirlo, l’avvocatura e il ministro Severino avevano già trovato nel mese di novembre un gentlemen’s agreement sui nuovi parametri da introdurre». Anche l'Associazione Nazionale Avvocati Italiani chiede al ministro Severino di sbloccare gli aumenti per i compensi degli avvocati. «Non si comprende», afferma il presidente ANAI, Maurizio De Tilla, «perché  il ministro abbia bloccato questi aumenti che, applicandosi immediatamente, avrebbero consentito di aumentare i compensi per le liquidazioni dei giudici. È vero che la riforma forense prevede che i parametri vengano fissati ogni due anni su proposta del CNF, ma è altrettanto vero che, nel frattempo, i giudici liquidano le competenze degli avvocati in base ai parametri vigenti ridotti e incompleti». «Come per le funzioni dell’amministratore di condominio», ha concluso De Tilla, «anche stavolta si intravede un comportamento che l’ANAI non può condividere. D’altra parte, se leggiamo bene la riforma forense, nulla impedisce una prima modifica ministeriale dei parametri e poi il successivo decreto».