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PROFESSIONE

rappresentazione teatrale | 21 Dicembre 2012

Su il sipario, va in scena il “Processo a Babbo Natale”

di Emanuele M. Forner - Avvocato

  Un piccolo regalo lo vogliamo lasciare anche noi ai nostri lettori. Si tratta del copione di una rappresentazione teatrale dal titolo “Processo a Babbo Natale”, un’iniziativa di alcune associazioni della zona di Portogruaro insieme all’associazione Camera degli Avvocati. Ma a spiegare tutto con più precisione ci ha pensato l’ideatore della sceneggiatura: l’avvocato Forner. Noi, intanto, andiamo a comprare dolci e giocattoli per Natale, ma non nel negozio di Villi De Naro. Chi è Villi De Naro? Leggete la sceneggiatura e lo scoprirete…

 

Chi avesse una visione trascendente dell’esistenza potrebbe scorgere nella genesi di Processo a Babbo Natale se non proprio “la mano della divinità”, quantomeno un “disegno intelligente”; personalmente, e più prosaicamente, sono indotto a ritenere che si sia trattato — più semplicemente, più banalmente — del concomitare fortunato (o fortunoso) di una serie di circostanze favorevoli.
Ecco come è andata, in verità.
Portogruaro è una piccola, graziosa città all’estremo orientale della provincia di Venezia: fino a poco tempo fa, Portogruaro poteva vantare un proprio ufficio giudiziario, in origine Pretura mandamentale, di poi tramutatasi in Sezione Distaccata dapprima della Pretura Circondariale indi, con la riforma del Giudice unico di primo grado, del Tribunale Ordinario di Venezia (poi sono giunti, come uno tsunami, il Governo Monti, la Ministra Severino e la riforma della geografia giudiziaria, “che infiniti addusse lutti”, ma questa già è un’altra storia…).
Dove c’è un tribunale ci sono avvocati, lo sanno tutti: e neppure Portogruaro fa eccezione.
Come non fa eccezione a quell’altra regola, secondo la quale dove ci sono avvocati, è probabile ve ne siano di “illuminati” che si prodigano nell’associazionismo: a Portogruaro esiste e opera da parecchi anni l’associazione nota come Camera degli Avvocati di Portogruaro.
I più curiosi potranno navigare nel sito dell’associazione (http://www.avvocatiportogruaro.org): ai fini di queste poche righe, basterà dire che all’inizio di ottobre 2012 alla Camera fu proposto di collaborare a un’iniziativa organizzata da altre associazioni locali (Amici del Collegio Marconi di Portogruaro e Ludoteca Mary Poppins), ossia una rappresentazione teatrale dedicata ai bambini e che si sarebbe svolta nell’ambito dell’annuale Fiera di Sant’Andrea (il santo patrono di Portogruaro); ed essendo coinvolta un’associazione di avvocati, perdipiù a non troppa distanza dal Natale, quale miglior argomento di… un processo a Babbo Natale?
L’entusiastica aderenza dell’associazione ricevette una prima doccia fredda nell’apprendere che: a) non c’era un copione pronto; b) il copione avremmo dovuto scriverlo noi.
Se si considera che: a) la rappresentazione era programmata di lì a un mese e mezzo circa; b) nessuno di noi poteva vantare esperienze teatrali né, soprattutto, particolari attitudini alla scrittura drammaturgica; le prospettive non apparivano certo rosee.
Io in particolare fui alquanto tranchant: non si può fare.
Il Presidente della Camera degli Avvocati di Portogruaro, Alvise Cecchinato, non era invece di questo avviso e non si fece scoraggiare dal mio manifesto scetticismo (d’altronde, ci sarà un motivo perché è lui il presidente, no?): nei giorni seguenti, fece circolare fra i componenti il direttivo dell’associazione un abbozzo di trama e alcune battute d’apertura e poi…
Poi io vidi, se non “la luce”, quantomeno dei “bagliori da palcoscenico”: nel giro di un giorno e mezzo la prima stesura del copione era pronta.
Piacque, certo: altrimenti non saremmo qui a parlarne, ovvio.
C’era solo un piccolo problema: si trattava di un testo troppo “adulto” (e neanche per tutti gli adulti, se alcune battute risultarono incomprensibili ad alcuni — ma l’effetto era voluto…) e troppo lungo: i bambini non l’avrebbero apprezzato.
Alcuni del cast si assunsero quindi l’incombenza di rimaneggiare il copione originale, per adattarlo alle esigenze concrete della rappresentazione e del pubblico cui questa era rivolta: ne è risultata, semplicemente, un’altra opera, una “gemella diversa” di quanto avevo scritto io (chi fosse curioso di vedere l’esito finale e fare, eventualmente, i confronti del caso, potrà guardare i video della rappresentazione all’indirizzo http://www.gianfrancobattiston.it).
Quanto al testo originario, vi ho in seguito apportato alcune lievi emende per accentuare la differenziazione e ripulire alcune imperfezioni iniziali (un drammaturgo professionale, o anche solo un semplice appassionato di teatro, ne troverà poi altre, senza dubbio).
Rimango comunque tributario di un riconoscimento all’amico Alvise Cecchinato, il quale ha fornito lo spunto iniziale per il mio lavoro.
Cosicché (come usano fare gli scrittori professionisti nei ringraziamenti posti in coda alle loro opere), quanto di buono vi troverete potrete attribuirlo a lui e, per il resto, put the blame on me.