giustizia | 11 Luglio 2012
Venerdì 13, OUA contro Governo: no alla chiusura di 1.000 uffici giudiziari e la rottamazione della giustizia
Venerdì 13, una data “inquietante” per chi è superstizioso. Ma L’OUA non è preoccupata dalle credenze popolari, piuttosto la preoccupazione nasce dalla revisione selvaggia delle circoscrizioni giudiziarie, dall’introduzione del c.d. “appello cassatorio” e dalla costituzione di società professionali. Ed è per protestare contro queste iniziative del Governo che, proprio venerdì 13 luglio (ore 12), terrà a Roma un’assemblea nazionale.
L'OUA chiederà l'intervento della Corte dei Conti per lo spreco di denaro pubblico. Emblematico il caso di Chiavari e Castrovillari, tribunali di nuova costruzione ora da sopprimere. E venerdì 13, alle ore 12, si terrà a Roma un’assemblea nazionale per definire una serie di iniziative contro la revisione selvaggia delle circoscrizioni giudiziarie, contro il c.d. “appello cassatorio” e contro la rottamazione dell’ordinamento professionale.
1.000 uffici giudiziari chiusi. È il presidente OUA che fa sentire la sua voce: «altro che riforme epocali. Questo è un esecutivo che rifiuta il dialogo e le proposte e che se ne infischia dei cittadini. Pur essendo disponibili ad affrontare il nodo della revisione della geografia giudiziaria, il ministro Severino, con il plauso acritico di alcuni media, ha definito un provvedimento estremo, inutile e controproducente. Mille uffici giudiziari chiusi e di riforme vere neanche l’ombra».
Solo tagli... Maurizio De Tilla non è d’accordo con i tagli decisi dal Governo e manifesta la sua delusione per la mancata presa in considerazione, da parte dell’Esecutivo, delle proposte fatte dagli avvocati: «la riorganizzazione degli uffici, l’introduzione dei manager per ottimizzare il lavoro, il processo telematico, la riconversione di molte strutture in tribunali tecnologici», tutte proposte – afferma il presidente - «per ridurre i tempi dei processi e risparmiare».
…e sprechi? L’OUA denuncia uno spreco di risorse e di denaro pubblico su cui verrà chiesto l’intervento della Corte dei Conti. L’esempio lampante, secondo l’Organismo, sono le città di Castrovillari e Chiavari, dove i tribunali sono nuovi di zecca, ma ora si dovranno chiudere.
«Si aggrediscono servizi e diritti». «Provvederemo a inoltrare una denuncia alla Corte dei Conti – ribadisce De Tilla - per un’indagine sulla gestione e gli sprechi in relazione allo stanziamento statale destinato alla giustizia (oltre 8 miliardi di euro all’anno), oltre che per la folle costruzione di Palazzi di Giustizia e di strutture per il funzionamento di Tribunali e uffici giudiziari che si vanno a sopprimere».
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