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Notizie a cura di La Stampa.it |
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giustizia | 04 Luglio 2012

Basta discriminazioni: l’OUA dice sì all’equiparazione tra figli naturali e figli legittimi

  L’OUA esprime giudizio positivo per il d.d.l. approvato al senato. da correggere solo un aspetto: serve un’unificazione delle competenze riguardante l’intera materia di famiglia e minorile presso sezioni specializzate dei tribunali ordinari. Intanto, il 5 luglio è arrivato e, come già anticipato giorni fa, l’OUA ha indetto l’astensione dalle udienze per protestare contro la rottamazione della giustizia (demolizione del processo civile, della legge Pinto contro l’eccessiva lunghezza dei processi, l’appello cassatorio, mediaconciliazione obbligatoria), la chiusura di circa 1000 uffici giudiziari, l’aggressione alla professione forense e, quindi, al diritto di difesa.

 

Basta discriminazioni ... familiari. La Commissione Famiglia dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, coordinata da Nicoletta Variati, ha approvato un documento, licenziato dall’Assemblea dello stesso Organismo, sulla recente approvazione al Senato (16 maggio) del d.d.l. che regola «le disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali», finalizzato a rimuovere ogni forma di discriminazione tra i figli naturali ed i figli legittimi, con l’introduzione di un unico status di figlio.
L’OUA analizza i contenuti e le novità introdotte nel ddl. In pratica, il provvedimento stabilisce il trasferimento della competenza sulle controversie relative all’esercizio della potestà e all’affidamento dei figli di genitori non coniugati dal Tribunale per i Minorenni al Tribunale Ordinario. In più, prevede la competenza del Tribunale Ordinario per i procedimenti riguardanti il riconoscimento dei figli naturali (artt. 250, 252, 262, 264 c.c.), la dichiarazione giudiziale di paternità o maternità (art 269, comma 1, c.c.), l’esercizio della potestà dei genitori (art 316 c.c.), «con la precisazione che per i provvedimenti riguardanti condotte pregiudizievoli ai figli, viene confermata la competenza del Tribunale per i Minorenni, salvo che sia in corso un procedimento di separazione o divorzio o in materia di esercizio della potestà genitoriale, nel qual caso la competenza viene attribuita al giudice ordinario». Inoltre, si adeguano i nuovi principi di parificazione dei figli nella disciplina delle successioni e donazioni e in quella di diritto privato internazionale, «nonché – si legge ancora nel comunicato di mercoledì 4 luglio - la legittimazione degli ascendenti a far valere il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti, l’unificazione delle disposizioni che disciplinano i diritti ed i doveri dei genitori nei confronti dei figli nati nel matrimonio e dei figli nati fuori dal matrimonio sulla base del concetto di responsabilità genitoriale quale aspetto dell’esercizio della potestà genitoriale».
Ma per l’OUA ci sono anche degli aspetti negativi. «Il testo approvato, pur spostando la competenza al giudice ordinario con estensione delle norme di procedura della separazione e del divorzio  – spiega Nicoletta Variati - non prevede, in merito al profilo processuale, una unificazione del rito per i figli nati al di fuori del matrimonio, lasciando così una grave pregiudizio discriminatorio». Per questo l’OUA auspica una pronta riforma ordinamentale che preveda «l’unificazione delle competenze riguardante l’intera materia di famiglia e minorile presso sezioni specializzate dei Tribunali Ordinari».
Parte l’astensione dalle udienze indetta dal’OUA. I Tribunali si fermeranno in tutta Italia contro la rottamazione della giustizia. Alla protesta hanno già aderito oltre 100 ordini forensi e sono previste manifestazioni in altrettante città.
De Tilla, presidente OUA, ha affermato che, ad esempio, «a Castrovillari 1000 cittadini hanno restituito il certificato elettorale per protestare contro la chiusura del tribunale» e che sono programmate, in altre realtà, occupazioni e cortei.
«Si lasciano interi territori senza presidi di legalità e sicurezza». Secondo il presidente, con il provvedimento del Governo stiamo assistendo «a un ennesimo attacco alla giustizia pubblica. Da un lato si tagliano posti letto negli ospedali – continua De Tilla - dall’altro, oggi, vogliono chiudere oltre mille uffici giudiziari, tra giudici di pace, tribunali, procure e sedi distaccate. Non si tratta di risparmiare, si tratta di rottamare la giustizia nel Paese e i diritti dei cittadini».
Bisogna dare un segnale forte e chiaro. Lo scopo dell’astensione dalle udienze del 5 luglio è di «dare un segnale forte e chiaro»: no alla rottamazione della giustizia e dei diritti, sì a una riorganizzazione della macchina giudiziaria.