osservatorio processo telematico | 06 Aprile 2012
Un’opportunità o un ostacolo? Impariamo a conoscerlo...
Il processo telematico è una realtà sempre più vicina, grazie all’innovazione tecnologica ed alle norme che il Legislatore ha emanato negli ultimi anni allo scopo di abbandonare le modalità tradizionali con cui tutti coloro che ruotano intorno al processo sono abituati a svolgere la loro professione. Ciò comporterà una sorta di ‘rivoluzione’ non tanto tecnologica quanto organizzativa e culturale e avrà un notevole impatto sull’attività degli avvocati e di tutti gli ‘attori’ del processo. Per questa ragione, Diritto e Giustizia intende dedicare un appuntamento periodico al tema, esaminandone di volta in volta le novità e gli aspetti più salienti, intervistando i protagonisti. Attendiamo anche i commenti, le domande, le segnalazioni dei nostri lettori.
Che cos’è il processo telematico? Si tratta di un progetto del Ministero della Giustizia che si propone di rendere accessibili per via telematica documenti e atti tra avvocati, CTU e Uffici Giudiziari.
Sostanzialmente, il processo telematico è un sistema informatico che consente ai soggetti abilitati interni ed esterni di dialogare online.
L'obiettivo è di dare all'avvocato, al CTU, al cancelliere e al giudice la possibilità di redigere, consultare e scambiare atti per via telematica, senza la necessità di spostarsi dal proprio luogo di lavoro. Per gli avvocati, in particolare, questo si traduce nella possibilità di interagire con le cancellerie direttamente dal proprio studio, senza dover fare lunghe file agli sportelli, con un evidente risparmio di tempo ed economico.
Il processo telematico, quindi, non è un nuovo tipo di procedimento, ma è più semplicemente un sistema che introduce, all'interno delle dinamiche del processo civile regolate dal Codice di Procedura Civile, un nuovo modo di interazione tra le parti costituite in giudizio e l'Ufficio Giudiziario competente.
Il processo telematico, allo stato attuale, sta prendendo il via ‘a macchie di leopardo’, sia nel senso che non tutti i tribunali lo hanno attivato, sia nel senso che anche laddove sia stato attivato, esso non si applica a tutte le procedure, né a tutti i procedimenti. Infatti, in alcuni tribunali è possibile depositare solo gli atti di parte in corso di causa, in altri si possono inviare esclusivamente ricorsi per decreti ingiuntivi e così via.
Esiste un elenco dei Tribunali presso cui è attivo il processo telematico? Nel sito del Ministero della Giustizia – http://www.processotelematico.giustizia.it - è disponibile, alla sezione “Uffici giudiziari”, un elenco aggiornato di tutte le Corti d’Appello e i Tribunali italiani in cui è stato attivato il Processo Telematico.
Per ogni tribunale sono indicati i procedimenti telematici attivi; prima di effettuare un deposito telematico è sempre opportuno consultare questo elenco, per verificare che la cancelleria di destinazione sia abilitata alla ricezione di tale deposito.
Nello stesso sito, alla sezione “Documentazione” è disponibile tutta la normativa che regola il Processo Telematico.
Quali sono i soggetti coinvolti nel processo telematico? Gli attori del processo telematico si possono distinguere in due gruppi:
- soggetti abilitati interni: magistrati, personale degli uffici giudiziari e dell’UNEP (Ufficio Notifiche Esecuzioni e Protesti);
- soggetti abilitati esterni: avvocati, notai, CTU, procuratori dello Stato, dipendenti di amministrazioni locali.
Qual è la dotazione minima di hardware e software necessaria per poter accedere ai servizi offerti dal Processo Telematico? Per poter usufruire dei servizi offerti dal Processo Telematico bisogna essere dotati di:
- un Personal Computer con almeno una presa USB;
- un collegamento ad Internet;
- un browser aggiornato che sia in grado di supportare il protocollo SSL;
- un dispositivo di firma (smart card o una business key USB) provvisto dei certificati di autenticazione e firma conformi con il profilo previsto per la CNS (Carta Nazionale dei Servizi), correttamente installato con i relativi driver – e con il relativo lettore in caso di smartcard;
- un programma ‘redattore’, capace di creare le buste telematiche da inviare alle cancellerie, contenenti gli atti di parte e tutti gli eventuali allegati;
- una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) censita nel Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGIndE).
A venerdì prossimo per saperne di più sul PDA. Nel frattempo, aspettiamo i vostri commenti, le vostre segnalazioni e le vostre domande cui darà risposta un gruppo di esperti.
(A cura di a.m.)
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