giustizia | 30 Novembre 2011
Riforma forense sì, ma senza abolizione degli ordini
Il neo ministro in audizione al Senato rassicura gli avvocati: l’abolizione degli ordini non è tra le opzioni in discussione. «Nessuno ha mai parlato di abolizione degli ordini professionali». Sono queste le prime parole che il guardasigilli, Paola Severino, ha pronunciato dopo essere stata ascoltata il 29 novembre in commissione Giustizia al Senato.
Il progetto di liberalizzazione non prevede l’abolizione degli ordini. Ora che il nuovo Governo entra nel vivo, cominciando la fase operativa, il ministro ha voluto “rassicurare” l’avvocatura, anche alla luce della recente Conferenza nazionale, da cui sono emerse in modo chiaro e netto le preoccupazioni dei professionisti.
«Liberalizzare», sono le parole del ministro Severino, «non vuol dire consentire a chiunque di fare l’avvocato, o abbassare la qualità del professionista, ma eliminare gli ostacoli eccessivi all’esercizio delle professioni».
Allo studio l’eliminazione di alcune incompatibilità. Tra le ipotesi in esame, quindi, c’è l’eliminazione di alcune incompatibilità relative all’attività dei professionisti.
Ma, ricorda il ministro, la strada da seguire è quella del dialogo con le parti sociali coinvolte.
Continuità con i progetti di riforma. Il ministro intende dare continuità ai progetti di riforma avviati dal precedente governo: i provvedimenti adottati rappresentano la cornice nella quale inserire i decreti attuativi che dovrebbero partire dal 1° gennaio 2012.
Le riforme già approvate, e già oggetto di accese discussioni, riguardano l’abolizione delle tariffe e l’apertura alle società di capitale per gli studi professionali. La manovra d’agosto ha fissato, inoltre, le linee guida per l’adeguamento, da realizzarsi con Dpr entro l’agosto 2012, degli ordinamenti professionali alle novità introdotte (assicurazione, obbligo di formazione continua, pubblicità etc).
Sulla mediazione obbligatoria, invece, è ancora tutto da decidere. O quasi. Il ministro Severino, ascoltato in commissione Giustizia anche su questo specifico tema, ha precisato che esiste una direttiva comunitaria, condivisa da vari paesi dell’Ue, ma «va trovato il giusto equilibrio».
L’Oua chiede un incontro col Guardasigilli e le altre istituzioni. Affermazione, questa, accolta con favore dall’Oua, che vi legge un segno di discontinuità rispetto all’operato del Governo Berlusconi Ma la posizione dell’Avvocatura, sul tema complessivo delle riforme, rimane di forte critica: il presidente Maurizio de Tilla, ancora una volta, chiede «un incontro urgente con le massime istituzioni dello Stato per tutelare il ruolo dell’avvocatura e il diritto di difesa dei cittadini», messi a rischio dalle paventate liberalizzazioni.
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